Insieme per un mondo migliore

Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.

CHI SONO

Utente: PerUnSogno
Nome: Antonietta Bandelloni
Questo mondo così com'è non mi piace...le ingiustizie e i soprusi sembrano averla vinta. Vogliono farci credere che bisogna accettare le cose così come stanno e che niente potrà cambiare. Bugia! Non ci si può arrendere prima di combattere il dolore con la gioia del cuore, l'odio con l'amore, l'indifferenza con l'interessamento per tutto ciò che ci circonda. ...Qualcuno diceva :"Siamo tutti coinvolti"

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martedì, 29 aprile 2008

Il talento

   “Il primo dovere del talento consiste nell’adoperarlo a beneficio dei derelitti. Da questo si misurano gli uomini. Si è padroni esclusivamente soltanto di ciò che si crea.

   Il talento è qualcosa che ci viene dato e comporta l’obbligo di servire con esso il mondo e non noi che non ce lo siamo dati. Di modo che adoperare a nostro esclusivo beneficio ciò che non è nostro, è un furto.”

 

-        Ernesto Che Guevara –

Nuestro Héroe


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categorie: disegni, ernesto
lunedì, 28 aprile 2008

Capa

Per concludere in musica la giornata vi lascio incisa con lo scalpello in questo blog una canzone di quel buon pazzo di Caparezza…è proprio bella.

 Un abbraccio a Capa

 

“FOLLIE PREFERENZIALI”

-CAPAREZZA-

Povero Dio tirato in ballo dagli uomini,
ma che religioni, sono questioni da economi,
questi omini minimizzano rombi di bolidi, boom,
fanno sempre i loro porci comodi,
nel nome del Padre figli che si fanno invalidi,
senti solo alibi squallidi,
danno ragione solamente a visi pallidi,
quelli diversi riversi ed esanimi.
Partono plotoni di uomini di uomini,
verso postazioni di uomini di uomini,
aggressori con volti di uomini di uomini,
aggrediscono figli di uomini di uomini,
in un circo massimo di uomini di uomini,
nell'Anno Domini di uomini di uomini,
subiamo il fascino di uomini di uomini,
come ninfomani di uomini di uomini.
Non vengo con te nel deserto,
scusami se diserto ma preferisco...

Io preferisco ammazzare il tempo,
preferisco sparare cazzate,
preferisco fare esplodere una moda,
preferisco morire d'amore,
preferisco caricare la sveglia,
preferisco puntare alla roulette,
preferisco il fuoco di un obiettivo,
preferisco che tu rimanga vivo.


Gli uomini versano il tributo di nostalgie
per epoche che mai hanno vissuto la bandiera e il saluto,
o con noi o stai muto,
questo è il terzo millennio, benvenuto!
Chiedo aiuto a Newton, Isacco,
come cacchio si fa a sopportare fatti di 'sta gravità?
Anacronistica, la verità che viene a galla,
esperto di balistica misurami 'sta balla
e seguimi in questo viaggio tra santi e demoni,
che invece sono solo uomini di uomini,
tu che sei forte, alla morte sopravvivimi,
io sono debole quindi l'anima minami,
caro paese dalle belle pretese chiedimi se ti vedo come friend o come enemy,
ti piace fare la pace ma allora spiegami 'sti missili che fischiano nell'aria come un theremin.
Non vengo con te nel deserto,
scusami se diserto ma preferisco...


Io preferisco ammazzare il tempo,
preferisco sparare cazzate,
preferisco fare esplodere una moda,
preferisco morire d'amore,
preferisco caricare la sveglia,
preferisco puntare alla roulette,
preferisco il fuoco di un obiettivo,
preferisco che tu rimanga vivo.

 

Partono plotoni di uomini di uomini,
verso postazioni di uomini di uomini,
aggressori con volti di uomini di uomini,
aggrediscono figli di uomini di uomini,
in un circo massimo di uomini di uomini,
nell'Anno Domini di uomini di uomini,
subiamo il fascino di uomini di uomini,
come ninfomani di uomini si ma...

Io preferisco ammazzare il tempo,
preferisco sparare cazzate,
preferisco fare esplodere una moda,
preferisco morire d'amore,
preferisco caricare la sveglia,
preferisco puntare alla roulette,
preferisco il fuoco di un obiettivo,
preferisco che tu rimanga vivo.

asino3


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categorie: canzoni
domenica, 27 aprile 2008

Mal de chagas

      Da adesso in poi ogni tanto aggiornerò il blog con notizie che mi arrivano dall’Argentina e da altre parti del grande latinoamérica. Mi sembra doveroso parlare di cosa succede in luoghi a me tanto cari in cui ho lasciato amici, piccole stelle e pezzi d’anima.

 

 Per esempio da diversi anni un po’ tutto il centro e Sud America è colpito dal morbo di Chagas.

 E’ una malattia trasmessa da piccoli insetti dall’aspetto paragonabile alle cimici che prolificano nelle crepe dei muri delle case più povere fatte di adobe, cioè mattoni crudi.

   La bestiola punge il malcapitato di notte provocando una piccola lesione attraverso al quale inietta il parassita Tripanosoma cruzi. Se questo “ospite” raggiunge il cuore riesce a causare patologie mortali soprattutto se ad essere infettato è un bambino.

  In Argentina son ben due milioni di persone ad esserne colpite…e non è poco mentre poche sono le iniziative per debellarlo.

    Al momento nessuna cura è efficace.

A quanto pare non interessa a nessuna casa farmaceutica ricercare nuovi farmaci per curare malattie della parte meno ricca del mondo…e certo, con quali soldi potrebbero pagare gli ipotetici farmaci nuovi?

 Temo, o meglio, ho la certezza, che sia solo una questione di soldi.

Si deve guadagnare, e bene, anche sulla salute delle persone.

E’ triste questo mondo.

 

 

 

 

Poema sin tìtulo escrito por

-Ernesto Che Guevara-

 

De pie el recuerdo caído en el camino,
cansado de seguirme sin historia,
olvidado en un árbol del camino.
Iré tan lejos que el recuerdo muera
destrozado en las piedras del camino,
seguiré siendo el mismo peregrino
de pena adentro y la sonrisa fuera.
Esa mirada circular y fuerte
en un mágico pase de muleta
esquivó en mi ansia toda meta
convirtiéndome en vector de la tangente.
Y no quise mirar no verte,
sonrosando torero de mi dicha,
invitarme con gesto displicente.

mambo tango Bisognerebbe rimettere in piedi una sgangherata Mambo-Tango come quella di Ernesto e Alberto...chi parte con me alla volta del latinoamérica?

 


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categorie: foto, latinoamerica, solidarietà, ernesto
venerdì, 25 aprile 2008

25 Aprile

In questo 25 aprile mi auguro che il sangue versato per la liberazione dai nostri nonni non sia stato invano...

Il loro sacrificio è divenuto la nostra libertà.

Un fiore ed un bacio a ciascuno di loro.

Disegnamoci il nostro mondo

 "...Io ho capito che la vita e' solo un viaggio di ritorno
Che domani e' gia' finito e che ieri e' un nuovo giorno
Sembra un gioco di parole ma mi sento piu' sicuro
Coi progetti dal passato e i ricordi del futuro..."

Federico Salvatore da

"Se io fossi

San Gennaro"


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categorie: considerazioni, disegni
giovedì, 24 aprile 2008

Don Chisciotte

Trinidad, Cuba

Trinidad, Cuba

"Don Chiscotte"

frammento di una splendida canzone di Francesco Guccini

"...Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,
solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora:
per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori
e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri !
L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fa d'ombra e s'ingarbuglia la matassa..."

Don quijoteDon Quijote


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categorie:
mercoledì, 23 aprile 2008

Pena di morte

Il 21 aprile la Corte Suprema degli Stati Uniti dopo una moratoria di fatto durata sette mesi ha autorizzato tre esecuzioni capitali…una battaglia persa per chi come me crede nella giustizia e non nella vendetta sanguinolenta.

   Le condanne erano state fermate per accertamenti riguardanti il metodo di esecuzione per iniezione letale sotto accusa per la sua disumanità.

  Dalle indagini è uscito fuori che dopotutto la meschina pratica non è così crudele e dolorosa…

ma chi vogliono convincere?

Al di la del fatto che il diritto di decidere a chi e quando togliere la vita a qualcuno è aberrante, questo tipo di esecuzione è un inferno per chi deve viverla.

   Viene eseguita con tre iniezioni: la prima consiste in una dose di barbiturico che annebbia la coscienza del condannato, a seguire gli viene inoculata una sostanza derivata dal curaro per rilassare i muscoli e paralizzare diaframma e polmoni e l’ultima di cloruro di potassio o pentotal che provoca l’arresto cardiaco.

  Spesso e volentieri non va “tutto per il meglio” e sorgono complicazioni di vario tipo (che qui non sto a elencare) con lo stesso risultato finale: una agonia lunga e dolorosissima per la vittima.

   James Autry fu un caso eclatante: questa  sofferenza gli venne inferta per ben due volte a distanza di mesi…orribile.

Attualmente gli stati che hanno abolito la pena di morte per ogni qualsivoglia reato sono 92

onore al merito,

 10 paesi l’hanno abolita salvo che nella corte marziale, 33 nazioni sono abolisti di fatto già che da dieci anni non eseguono condanne a morte.

 62 paesi ancora hanno la bandiera nera della pena capitale che trionfa sui colori nazionali.

 

   Ormai studi fondati hanno dimostrato che nei paesi che eseguono la pena capitale la criminalità non diminuisce, tutt’altro. Inoltre i giudici non sono infallibili e in troppi sono stati condannati a morte senza aver ammesso alcun reato.

   Da molti anni corrispondo con diversi amici nel braccio della morte dei “liberali” Stati Uniti, dello Zambia e di Trinidad & Tobago e mi batterò fino all’ultimo respiro contro questa violenza senza fine.

 Conoscere il loro punto di vista, condividere la quotidianità con chi da anni più non sa cos’è il mondo al di fuori di una cella angusta e illuminata ventiquattro ore su ventiquattro aiuta a capire quanto sia stupido arrogarsi il diritto di uccidere qualcuno…la legge del taglione.

Come diceva Gandhi: “Occhio per occhio e il mondo diventerà ceco”.

 

 

“Condannato a morte”

-Antonietta-

 

 

Lenti scorrono i secondi,

i minuti uno ad uno gocciolando

corrodono il cemento

di questa cella fredda e amara.

Vivo le ore soppesandone l’incedere costante

e se un tempo i dì contavo

adesso in questo mese senza nome

neanche l’anno oso rimembrare.

 

Vivo serrato

in una gabbia

dal niente ricolmata.

Ho sbagliato, ve lo giuro,

ma non merito la morte

dell’attesa senza fine.

 

Dinnanzi alle vostre mani bianche

la condanna a morte predilessi

all’ergastolo infinito

ma da vent’anni ancor respiro

venti fetidi d’inverno

e calde afe dopo maggio

dietro sbarre di dolori.

 

Uccidetemi adesso che ancor son vivo

prima che il tempo mi divori

e l’attesa mi consumi.

 


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categorie: solidarietà, pena di morte
lunedì, 21 aprile 2008

Mercatino a Seravezza

Anche questa edizione di Enolia è giunta al termine giusto in tempo prima dell’arrivo della pioggia battente!

   L’associazione “Cose Vive” mi ha dato la possibilità di unirmi a loro per partecipare al mercatino medioevale.

   Alle sette e mezza di domenica mattina io e mia mamma eravamo già in piazza armate di ombrellone, tavole, juta e oggettini vari da smerciare.

   Poco a poco lo scenario si è animato di bizzarri personaggi in costume e banchetti allestiti alla perfezione.

   Presse di fieno un po’ ovunque per fare scena, teli di juta a coprire i gazebi e musica d’altri tempi diffusa da casse seminascoste tra la paglia.

    Alla fiera è accorsa molta gente anche se purtroppo non hanno comprato gran ché.

All’ora di pranzo nella parte centrale della piazza s’è fatto una gran tavolinata apparecchiata sempre in stile medioevale con tanto di cucchiai di legno e ciotole di terracotta. Ciascuno ha portato da casa qualcosa da mangiare per tutti. Una signora simpaticissima ha cucinato tagliarini e fagioli per tutti…un lauto banchetto!

  Ero partita con la buona intenzione di fare un bel po’ di foto alla fiera ma dopo il terzo scatto la digitale ha dato forfait entrando in sciopero…: la colpevole è la batteria scarica!!!

Credo che altri “mercanti” avessero con sé le macchinette digitali. Forse riesco a recuperare qualche foto da loro per mettere sul blog!

   Dopotutto non mi posso lamentare: fra chi ha comprato qualcosa e chi gentilmente ha lasciato un’offerta abbiamo raccolto 70 Euro per i bimbi e ho conosciuto nuove persone più che simpatiche.

 

…quasi mi dimenticavo di scrivere che mi hanno fatto pure un’intervista…la televisione in questione credo che sia Tele Nuovi Orizzonti. Il giornalista mi ha chiesto se gli potevo raccontare un po’ di cose viste in Argentina e lo scopo per il quale mi trovavo proprio lì a Seravezza ieri.

 

Grazie a tutti quelli che danno una mano!

 

Grande successo ha avuto anche il mio nuovo compagno d’avventura: Pelo. Un procione a molla che secondo come lo muovo riesce a sembrare quasi vivo. E’ stato una curiosa attrazione per grandi e piccini.

   

 Vale milioni di volte di più la vita di un solo essere umano che tutte le proprietà dell’uomo più ricco della terra.”

 

-Ernesto Che Guevara-

   

Enolia 20 aprile 2008


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categorie: solidarietà, raccolta fondi
sabato, 19 aprile 2008

Domani tutti a Enolia a Seravezza!!!

mis amigos   Tutto è pronto per domani: la seicento é piena zeppa all’inverosimile di quello che potrà servirmi per allestire il banchetto in Piazza a Seravezza.

Quasi a forza c’ho infilato cualquier cosa: tavoloni e cavalletti, oggettini vari, gazebo, teloni…la macchina di Mister Bean non credo abbia un aspetto più insolito della mia.

   All’arrembaggio!!!

Una battaglia in puro stile Don Quijote.

 Parafrasando Ernesto vorrei poter vivere a lungo per leggere ai miei nipoti le avventure del cavaliere errante.

Spero di vendere un po’ di cose per metter da parte un po’ di denaro per i bimbi di Mendoza e le loro famiglie.

   Mantengo contatti con amici conosciuti in Argentina e mi scrivono che l’inflazione del pesos è spaventosa e continua a crescere senza arrestarsi. Adesso un euro vale 5 pesos e 10 centavos mentre solamente un mese e mezzo fa un euro era valutato 4,60 pesos.

   La situazione sta precipitando e nell’aria c’è il sospetto di una nuova crisi paragonabile a quella del 2002.

   Vado a finire di caricare gli ultimi aggeggi sempre se riesco a trovare uno spazietto sulla macchinina stracarica….domani tutti a “Enolia”.

 

-Don Quijote-

 

  “... Mira, Sancho, si tomas por medio a la virtud y te precias de hacer hechos virtuosos, no hay para qué tener envidia a los que los tienen príncipes y señores; porque la sangre se hereda, y la virtud se aquista, y la virtud vale por sí sola lo que la sangre no vale...”

 

-Miguel de Cervantes-

globos

Questi sono i miei compari mentre la foto che segue sono i bimbi del Pedemonte, Mendoza ( Argentina)Fiesta en Pedemonte 3


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categorie: foto, clown, solidarietà

lettera di una madre cubana al mondo

Un bel po’ di tempo fa una amica mi inviò questa lettera scritta da Marìa Còrdova, una docente che insegna nell’istituto d’arte a La Habana.

 Credetemi, vale la pena fare un viaggio attraverso le sue parole nell’isola delle contraddizioni, nel luogo senza tempo in cui ho lasciato parte del mio io anni or sono.

   Il suo punto di vista è folgorante…come una abile pittrice dipinge con quattro pennellate quello che significa vivere con l’embargo.

Buona lettura!

 

“Lettera di una madre cubana al mondo”

 

Sono un’ intellettuale cubana però prima di tutto maestra di molti giovani cubani limpidi e sognatori e madre di due figli sani e belli.

 Con la scusa del vecchi proverbio “Chi tace acconsente” mi sono decisa a scrivere.

 

 Oggi vediamo intellettuali non solo rispettati ma quasi venerati a Cuba, a poche ore dalla caduta dell’ Iraq, in maniera inconcepibile ripudiare provvedimenti presi a Cuba che gli sembrano inspiegabili. Vediamo anche come altri fra i quali il saggio Heinz Dietrich ragionino esattamente né più né meno come gli Stati Uniti. Sembra rimanga poco da aggiungere. Però questa umile madre e maestra ha bisogno per la sua pace spirituale di lanciare la propria verità al mondo.

 

 Sanno quelli che ci criticano che cosa vuol dire vivere in un blocco? Sanno quelli che ci criticano che cosa vuol dire esattamente un paese del terzo mondo economicamente collassato e in più sotto embargo cioè duramente castigato per anni e anni?

 

 Voglio parlare alla maniera delle piccole storie stile Focault.

Un giorno d’ estate del 1995 nel pieno della disperazione mi sono seduta e ho scritto questa nota: “Oggi in casa non abbiamo niente da mangiare, né lenzuola, né asciugamani (i panni si sono rovinati dopo essere stati lavati ripetutamente col sale), né sapone, né detergente, né dentifricio, né carta igenica, né lampadine, né fili, né aghi, né matite, né carta, né penne, né cotone, nessun tipo di medicinale, né tè, né alcool, né combustibile, né assolutamente niente. Che fare?”

 

 E domando: “ Quelli che ci criticano hanno vissuto un solo giorno delle loro vite un giorno come questo?”

 

Sanno quelli che ci criticano cosa voglia dire assistere un anziano moribondo di 92 anni con un cancro e non avere niente da dargli da mangiare? Sanno quelli che ci criticano cosa voglia dire essere una intellettuale prestigiosa e dover uscire fuori per il quartiere a chiedere un bicchiere di latte per “mio padre che sta morendo”? Sanno quelli che ci criticano che cosa vuol dire esattamente dovere andare nei campi a cercar legna per cucinare un poco di brodo per lo stesso moribondo mentre si tiengono d’ occhio le nuvole perché “se piove, oggi non mangia”? Sanno quelli che ci criticano che cosa vuol dire appartenere a un equipe medica un 31 dicembre (1997) in un turno di guardia dell’ ospedale con solo sei duralgine per tutta la notte e dover decidere a chi si potranno alleviare le sofferenze e a chi no?  Sanno quelli che ci criticano che cosa vuol dire avere una madre di ottanta quattro anni (la mia stessa madre) e non avere niente da darle da mangiare? Sanno quelli che ci criticano che cazzo voglia dire dar da mangiare un giorno delle loro vite a otto persone con solo quattro once di fagioli vecchi? Sanno quelli che ci criticano cosa voglia dire vivere sotto black-out per dodici e più ore ogni giorno in pieno mese di agosto dei tropici? Sanno quelli che ci criticano cosa voglia dire non aver niente da dare da mangiare al proprio figlio che è stato malato con un serio rischio di morire ( il mio stesso figlio) e riuscire appena a mettere insieme riso e banane per tre mesi? Sanno quelli che ci criticano cosa voglia dire essere un intellettuale e per lavorare avere appena un lapis e un poco di carta “riciclata”? Sanno quelli che ci criticano cosa cazzo voglia dire dare lezioni per dieci anni con lo stesso libro che viene fotocopiato di anno in anno? Sanno quelli che ci criticano cosa cazzo voglia dire veder morire una persona cara di cancro senza avere le medicine necessarie per curarla? Sanno quelli che ci criticano cosa voglia dire veder morire un’anziana di dissenteria senza avere le medicine necessarie per curarla? Sanno quelli che ci criticano cosa voglia dire non poter arrivare ai funerali di una persona cara perché non c’ era il mezzo di trasporto per arrivare? Sanno quelli che ci criticano che cazzo voglia dire avere una persona cara con la febbre a quaranta e nessuna medicina per abbassargliela? Sanno quelli che ci criticano cosa voglia dire togliersi il boccone di bocca per darlo al figlio e rimanere senza mangiare? Sanno quelli che ci criticano cosa voglia dire dover decidere chi può mangiare una coscia di pollo in una famiglia di otto persone dove ci sono bambini e anziani malati? Sanno quelli che ci criticano cosa cazzo voglia dire non mangiare mai burro, né formaggio, né mele, né pere, né pane buono né dolci, né bibite, né latte, né yogurt, né ecc...ecc...per anni? Sanno quelli che ci criticano cosa voglia dire doversi togliere le scarpe quando piove perché se ti si rompono non ce ne sono più e domani non puoi andare a lavoro? Sanno quelli che ci criticano con quale consapevole paura noi cubani abbiamo osservato le atrocità perpetrate contro il popolo iracheno? Credono non ci siano familiari? Credono che noi non ne sappiamo abbastanza di ciò?

 

 E ancora sanno quelli che ci criticano cosa voglia dire per quale ragione una buona parte del popolo cubano si ostina a sopportare atrocità simili e simili torture psicologiche? Non se lo sono mai chiesto? O è che qualcuno pensa che i cubani siano masochisti? Allora voglio rispondergli. Fra di noi oggi circola un proverbio che si dice sia arabo: “ Beati quelli che possiedono il petrolio perché saranno invasi”. Mi piacerebbe proporgli anche questo: “Beati gli originali, i creativi, i ribelli, i matti, gli innamorati, i disobbedienti, i sognatori, perché anche loro saranno castigati.” Mazzo, e che genere di castigo!

 Però continuiamo ad essere matti, innamorati, sognatori, disobbedienti e ribelli perché semplicemente paga. E’ il gran senso della nostra vita. L’unica cosa che ci manca è che ci condannino a morte. Ci hanno fatto così tanto pensare a questo che la morte stessa è arrivata a perdere al sua misteriosa e altissima trascendenza.

 

 In quegli anni terribili qualche alunno mi domandava: “ Non se ne va via professoressa?” No. Non me n’andai perché volevo condividere al tragedia col mio popolo, con i miei figli, con la gente del quartiere, con i miei alunni famelici, con i conoscenti e tutti gli altri. Non me n’andai per una semplice ragione: non volli e non voglio. Per ciò bisogna avere un coraggio enorme. Per vivere questo “castigo imperiale” che è Cuba, bisogna essere dei tipi duri e incazzati (mi perdonino però non c’è altro vocabolo). E’ la pura verità.

 

 Adesso ci raccomandano democrazia e pluripartitismo. Quale democrazia e quale pluripartitismo se si può sapere? Salvador? Venezuela? ( Che credono quelli che ci criticano riguardo ai poveri che oggi possiedono la terra in Venezuela? Che se la lascino sottrarre così? Questo ci sarà da vederlo.) Brasile? (E’ che per caso durante pochi anni di mandato con le migliori intenzioni si “potrà” fare con il dramma brasiliano? Daranno il permesso per molte originalità a questa grande economia mondiale? Guatemala? Honduras? Costa Rica? Colombia, Paraguay? Cile? Messico? Uruguay? Argentina? Quello della Spagna? O dell’Europa, Yugoslavia e quello del “nuovo Iraq?” Perché, a tutti queste, in stile democratico e pluripartitico europeo noi, poveri paesi del Caribe, con la nostra storia di piantagioni, di sottosviluppo e di miseria secolare, non potremo neanche sognarcela, questo è chiaro.

 

 Credono quelli che ci criticano che questi pazzi, sognatori, ribelli e disobbedienti siano stati terribilmente castigati e ci siamo sforzati e sacrificati tantissimo e che adesso lasciamo “armare” una controrivoluzione interna che metta in estremo pericolo la nostra infanzia e alla nostra gioventù così? C’ è qualcosa che il mondo deve ricordare: noi madri cubane siamo state punite dall’impero fino all’infinito, e fino all’impossibile, noi madri cubane abbiamo dato e anche sacrificato il meglio di noi per una semplice ragione: non vogliamo bambini ignoranti, né mendicanti, né drogati, né trafficanti, né analfabeti, né abbandonati, né assassinati. Non vogliamo bambini senza futuro, senza sorrisi e senza amore. Questo lo capiscono? Cè qualcosa che gli si deve ricordare in questo momento e per favore non lo scordino mai: la pace, la sicurezza e la felicità attuale dell’infanzia e della gioventù cubana non sono negoziabili. E in nessun modo!

 

 Per caso dopo tanti e tanti sacrifici e privazioni permettiamo a ottanta individui, che solo Dio sa semmai si sono preoccupati per qualcuno e qualcosa, attentino alla sicurezza dei nostri figli? Chi e che cosa gli ha dato un diritto simile, si può sapere? Per attentare a ciò, qui devono fare i conti non solo con il Consiglio di Stato, con le forze armate, con gli avvocati e i giudici di Cuba. Devono fare anche i conti (non se lo scordino mai) con le madri e i padri di questo paese.

 

 Tanta ingenuità (di questo pensiamo si tratti) ci ha lasciato sconcertati. Si, francamente sconcertati. Non hanno visto per caso il mondo intero marciare, gridare, vociferare e sgolarsi contro la guerra: qualcuno li ha considerati per caso? Abbiamo guardato da qui spaventati (terribilmente spaventati) come questo nuovo e fiammante fascismo si è preso gioco dell’umanità intera. Si è preso gioco del Papa e della sacrosanta Chiesa Cattolica. Si è burlato di tutta l’umanità degradandola. Che pensano di questi dettagli quelli che oggi ci criticano? Postmodernismo, fine della storia. Medio Evo? Chi sono quelli che verranno qui a “ togliere le castagne dal fuoco” insieme a noi nell’ora delle bombe e delle macchine “intelligenti”?

 

 Riguardo alla dissidenza noi cubani potremmo scrivere un trattato . Qui ce n’ è di tutti i tipi. C’è la “ dissidenza felice” messa in pratica dai neo laureati che con l’inchiostro ancora fresco del titolo universitario fresco corrono negli USA (per poi molte volte ritrovarsi a caricare sacchi in un magazzino). Ci sono “dissidenti eleganti” , maestri di gran prestigio che tornano a Cuba in inverno a dare lezioni magistrali. Ti salutano con aria da “primo mondo”, trascorrono qualche giorno qui e poi ciao (e i loro alunni abbandonati? Poveracci, che ne facciamo di loro?). I “vergognosi”, nascosti dentro le Chiese (pensando agli USA 24 ore al giorno) che però quando il Papa annuncia che non appoggia la guerra abbassano gli occhi perché...questo sarebbe troppo. I “narco dissidenti” che hanno persino prodotto caramelline con droga per i bambini per “abituarli già da ora” (per fortuna già incarcerati). Ci sono i “subdoli”, cioè gli opportunisti dei quali già siamo super annoiati. Le eleganti (chirurgia plastica gratuita).

 Gli “onorabili” con figli (è chiaro) all’università che reclamano i migliori medici senza dire mai: “Guarda che non mi devi trattare come gli altri perché sono dissidente” però se hanno bisogno di una operazione, fosse anche quella al cuore, nessuno domanda e glie la fanno qui. Questa è però una dissidenza “rispettabile”. Non fa il gioco dell’impero. Non si mettono al SINA per chiedere soldi. Non si lasciano manipolare. Non sono stupidi, perché non vogliono negoziare la tranquillità dei loro figli. E’ una dissidenza che vuol essere “indipendente”, costruire la propria vita e così hanno fatto. Nessuno poi certamente la nasconde. Ma neanche è utile all’impero così nessuno parla di loro.

 Ho imparato a rispettarli perché a molti, in momenti terribili, gli devo il bicchiere di yogurt per mio padre malato.

 

 Ci sono altri dissidenti dei quali nessuno non parla mai. I “dissidenti di tutti i giorni”. Siamo noi, quelli che abbiamo criticato (in stile Brechtiano) fino allo sfinimento, cioè quelli delle “gravi controversie”.

 

 Quelli che (come dicono a Cuba) “non capisco” , i matti, fottuti e poco umili (si, poco umili) ai quali, abituati a cercare le macchie al sole tutti i giorni, non è mai sembrata sufficiente la bellezza. Quelli che lavorano dal sorgere al tramonto del sole come bestie da soma, quelli che rischiano idee nuove che non sono state o sono state possibili, quelli che rischiano l’ottimismo e finanche la fede in noi stessi. Abbiamo lottato fino all’impossibile (e continuiamo a lottare) per salvare Cuba (la nostra Cuba) dal collasso degli anni novanta, abbiamo sacrificato tanto lasciando indietro sogni e illusioni per impedire a questi yanquee di merda ci vengano ad insudiciare la nostra terra e assassinino i nostri figli. Quegli stivali sporchi li abbiamo già conosciuti da bambini e molto bene. Molto bene.

 

La penultima e elementare questione. A noi, gli stessi yanqee, durante tutta la nostra vita, ci hanno insegnato una tragica lezione: al più piccolo errore, alla più piccola distrazione, a qualsiasi ingenuità, può essere compromessa la vita di qualunque nostro alunno o qualunque nostro figlio. Abbiamo capito la lezione. Perciò quelli che ci criticano non lo sanno molto bene, perché, per fortuna, non hanno dovuto sopportare il “ castigo”.

 

 Per ultima cosa dico grazie a tutti gli amici del mondo. Prima di tutto agli umili ma anche a quelli che hanno sempre rispettato questi matti sognatori, ribelli, disobbedienti e “ castigati”.

 A quelli che ancora “si, capiscono”. A quelli che non se ne vanno. A quelli che ci infondono coraggio. A quelli che oltre inviarci panni, scarpe, matite, saponi, libri, trasporti, computer, dollari e medicine ci hanno inviato molto di più: amore, comprensione e un decisivo appoggio reale nelle ore più difficili, come sembrano essere quelle di quest’estate 2003 e tutte quelle che si presume vengano. Per tutti voi siamo ancora qui oggi e continueremo ad esserci.

 

Prof. Marìa Còrdova.

Istituto superiore d’arte

La Avana. Aprile 2003

Camaguey26


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giovedì, 17 aprile 2008

Bambini del comedor "Angeles Guardianes" situato fre la municipalidad di Mapiù e di Lunlunta

comedor los Ang. Guard.

"TODAVÍA CANTAMOS"

Calvin e Hobbs

-Víctor Heredia -


Todavía cantamos, todavía pedimos,
todavía soñamos, todavía esperamos,
a pesar de los golpes
que asestó en nuestras vidas
el ingenio del odio,
desterrando al olvido
a nuestros seres queridos.
Todavía cantamos, todavía pedimos,
todavía soñamos, todavía esperamos;
que nos digan adónde
han escondido las flores
que aromaron las calles,
persiguiendo un destino
¿Dónde, dónde se han ido?
Todavía cantamos, todavía pedimos,
todavía soñamos, todavía esperamos;
que nos den la esperanza
de saber que es posible
que el jardín se ilumine
con las risas y el canto
de los que amamos tanto.
Todavía cantamos, todavía pedimos,
todavía soñamos, todavía esperamos;
por un día distinto,
sin apremios ni ayuno,
sin temor y sin llanto,
porque vuelvan al nido
nuestros seres queridos.
Todavía cantamos, todavía pedimos,
Todavía soñamos, todavía esperamos
comedor


postato da: PerUnSogno alle ore 17:49 | link | commenti
categorie: canzoni, solidarietà, viaggio argentina