Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.
Para todos, todo (No morirá la flor de la palabra)
PER TUTTI, TUTTO (Non morirà il fiore della parola)
Non morirà il fiore della parola. Potrà morire il viso nascosto di chi oggi la dice, ma la parola che è venuta dal profondo della storia e della terra non potrà essere strappata via dal potere e dalla sua superbia. Della notte noi siamo nati. In essa viviamo, in essa moriremo. Ma domani, per gli altri, vi sarà la luce, per tutti coloro che, oggi, piangono la notte.
Per coloro cui viene negato il giorno. Per coloro cui la morte è un regalo. Per coloro cui la vita è proibita.
Per tutti la luce. Per tutti tutto.
Per noi l’allegra ribellione. Per noi, niente.
La nostra lotta è per la vita, ed il malgoverno offre morte come futuro.
La nostra lotta è per la giustizia, e il malgoverno si riempie di criminali ed assassini.
La nostra lotta è per la storia, e il malgoverno propone dimenticanza.
La nostra lotta è per la pace, e il malgoverno annuncia morte e distruzione.
Per tutti la luce. Per tutti, tutto.
Per noi l’allegra ribellione. Per noi, niente.
Qui stiamo. Siamo la dignità ribelle. Il cuore dimenticato della patria.


Claudio Lepratti, chiamato Pocho era un ragazzo di 35 anni e faceva parte della comunità salesiana.
Per cucinare alla mensa pubblica di una scuola della periferia argentina di Rosario ogni giorno percorreva quaranta chilometri in bicicletta.
Aiutava sempre chiunque ne avesse bisogno e spesso metteva a disposizione il suo stipendio per le persone meno agiate. Con i pochi mezzi che aveva a disposizione cercava di rendere meno difficile la vita soprattutto ai bambini che vivevano per strada.
Un’ anima che sapeva davvero volare.
Il 19 dicembre 2001, durante una manifestazione di protesta contro il governo di Fernando De
In tutte le strade di Rosario si possono vedere graffiti raffiguranti biciclette con le ali…un ultimo omaggio a Claudio.

Leòn Gieco ha scritto una canzone splendida a lui dedicata:
“El angel de la bicicletta”
Cambiamos ojos por cielo
sus palabras tan dulces, tan claras
cambiamos por truenos.
Sacamos cuerpo, pusimos alas
y ahora vemos una bicicleta alada que viaja
por las esquinas del barrio, por calles
por las paredes de baños y cárceles
¡Bajen las armas
que aquí solo hay pibes comiendo!
Cambiamos fe por lágrimas
con qué libro se educó esta bestia
con saña y sin alma
Dejamos ir a un ángel
Y nos queda esta mierda
que nos mata sin importarle
de dónde venimos, qué hacemos, qué pensamos
si somos obreros, curas o médicos
¡Bajen las armas
que aquí solo hay pibes comiendo!
Cambiamos buenas por malas
y al ángel de la bicicleta lo hicimos de lata
Felicidad por llanto
ni la vida ni la muerte se rinden
con sus cunas y sus cruces.
Voy a cubrir tu lucha más que con flores
Voy a cuidar de tu bondad más que con plegarias
¡Bajen las armas
que aquí solo hay pibes comiendo!
Cambiamos ojos por cielo
sus palabras tan dulces, tan claras
cambiamos por truenos.
Sacamos cuerpo, pusimos alas
y ahora vemos una bicicleta alada que viaja
por las esquinas del barrio, por las calles
por las paredes de los baños y cárceles
¡Bajen las armas
que aquí solo hay pibes comiendo!
"Explico algunas cosas"
PREGUNTARÉIS: Y dónde están las lilas?
Y la metafísica cubierta de amapolas?
Y la lluvia que a menudo golpeaba
sus palabras llenándolas
de agujeros y pájaros?
Os voy a contar todo lo que me pasa.
Yo vivía en un barrio
de Madrid, con campanas,
con relojes, con árboles.
Desde allí se veía
el rostro seco de Castilla
como un océano de cuero.
Mi casa era llamada
la casa de las flores, porque por todas partes
estallaban geranios: era
una bella casa
con perros y chiquillos.
Raúl, te acuerdas?
Te acuerdas, Rafael?
Federico, te acuerdas
debajo de la tierra,
te acuerdas de mi casa con balcones en donde
la luz de junio ahogaba flores en tu boca?
Hermano, hermano!
Todo
eran grandes voces, sal de mercaderías,
aglomeraciones de pan palpitante,
mercados de mi barrio de Argüelles con su estatua
como un tintero pálido entre las merluzas:
el aceite llegaba a las cucharas,
un profundo latido
de pies y manos llenaba las calles,
metros, litros, esencia
aguda de la vida,
pescados hacinados,
contextura de techos con sol frío en el cual
la flecha se fatiga,
delirante marfil fino de las patatas,
tomates repetidos hasta el mar.
Y una mañana todo estaba ardiendo
y una mañana las hogueras
salían de la tierra
devorando seres,
y desde entonces fuego,
pólvora desde entonces,
y desde entonces sangre.
Bandidos con aviones y con moros,
bandidos con sortijas y duquesas,
bandidos con frailes negros bendiciendo
venían por el cielo a matar niños,
y por las calles la sangre de los niños
corría simplemente, como sangre de niños.
Chacales que el chacal rechazaría,
piedras que el cardo seco mordería escupiendo,
víboras que las víboras odiaran!
Frente a vosotros he visto la sangre
de España levantarse
para ahogaros en una sola ola
de orgullo y de cuchillos!
Generales
traidores:
mirad mi casa muerta,
mirad España rota:
pero de cada casa muerta sale metal ardiendo
en vez de flores,
pero de cada hueco de España
sale España,
pero de cada niño muerto sale un fusil con ojos,
pero de cada crimen nacen balas
que os hallarán un día el sitio
del corazón.
Preguntaréis por qué su poesía
no nos habla del sueño, de las hojas,
de los grandes volcanes de su país natal?
Venid a ver la sangre por las calles,
venid a ver
la sangre por las calles,
venid a ver la sangre
por las calles!
-TRADUZIONE-
SPIEGO ALCUNE COSE
Chiederete: ma dove sono i lillà?
E la metafisica coperta di papaveri?
E la pioggia che fitta colpiva
Le sue parole, riempiendole
Di buchi e uccelli?
Vi racconterò tutto quel che m'accade.
Vivevo in un quartiere
Di Madrid, con campane,
Orologi, alberi.
Da lì si vedeva
Il volto secco della Castiglia,
Come un oceano di cuoio.
La mia casa la chiamavano
"La casa dei fiori", ché da ogni parte
Conflagravan gerani: era
Una bella casa,
Con cani e scugnizzi.
Ti ricordi, Raúl?
Ti ricordi, Rafael?
Federico, ti ricordi,
Ora che sei sottoterra,
Ti ricordi della mia casa balconata, dove
La luce di giugno ti soffocava la bocca di fiori?
Fratello, fratello!
Tutto
Era gran voci, sale di mercanzie,
Mucchi di pane palpitante,
Mercati del mio rione di Argüelles, con la sua statua
Come una seppia pallida tra i merluzzi:
L'olio era versato nel cucchiaio,
Un profondo brusìo
Di mani e piedi riempiva le strade,
Metri, litri, acuta
Essenza della vita,
Pesci accatastati,
Intreccio di tetti nel freddo sole, dove
La freccia s'affatica,
Fino avorio delirante delle patate,
Pomodori in fila, in fila fino al mare.
E una mattina tutto era in fiamme,
E una mattina i roghi
Uscivan dalla terra,
Divorando esseri,
E da allora fuoco,
Da allora polvere da sparo,
Da allora sangue.
Banditi con aerei e con mori,
Banditi con anelli e duchesse,
Banditi con neri frati benedicenti
Arrivavan dal cielo a uccidere bambini,
E per le strade il sangue dei bambini
Correva semplicemente, come sangue di bambini.
Sciacalli che lo sciacallo schiferebbe,
Sassi che il cardo secco sputerebbe dopo morsi,
Vipere che le vipere odierebbero!
Davanti a voi ho visto
Sollevarsi il sangue della Spagna
Per annegarvi in una sola onda
Di orgoglio e di coltelli!
Generali
Traditori:
Guardate la mia casa morta,
Guardata la Spagna spezzata:
Però da ogni casa morta esce metallo ardente
Invece di fiori,
Da ogni foro della Spagna
La Spagna viene fuori,
Da ogni bambino morto vien fuori un fucile con occhi,
Da ogni crimine nascono proiettili
Che un giorno troveranno il bersaglio
Del vostro cuore.
Chiederete: perché la tua poesia
Non ci parla del sogno, delle foglie,
Dei grandi vulcani del paese dove sei nato?
Venite a vedere il sangue per le strade,
Venite a vedere
Il sangue per le strade,
Venite a vedere il sangue
Per le strade!
Due miei vicini di casa, Ivonne e Franco, hanno una casetta che sono soliti affittare durante il periodo estivo a turisti tedeschi.
Di buon grado hanno offerto la loro preziosa collaborazione per tirar su fondi a favore dei bambini del latinoamérica.
La loro iniziativa è stata quella di creare un opuscolo informativo su progetti passati e futuri per i piccoli mendocinos, tradurlo in tedesco e metterlo nella casetta con la speranza che qualche turista ben disposto accetti di partecipare comprando qualche manufatto di legno o qualche acquerello dipinto da me.
Colgo l’occasione per ringraziarli di tutto cuore!
A proposito…ho venduto il primo acquerello e si sa, ogni contributo per i miei bambini è oro dal cielo!



"Un sorriso arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona,
non dura che un istante
ma il suo ricordo è talora eterno.
E' un bene che non si può comprare, né prestare,
né rubare,
poiché esso ha valore solo nell'istante in cui si dona."
-P. Faber-
Il festival di Cannes è finito ieri sera e come sempre ha mietuto le sue vittime.
Devo dire però che nonostante sperassi appassionatamente la palma d'oro per "Gomorra" non è andata dopotutto così male già che si sono conquistati l'ambito premio della critica.
Complimenti vivissimi a Saviano, Garrone e a tutta l'invincibile brigata!

Roberto Saviano
"Is this the world we created?"
-Queen-
Just look at all those hungry mouths we have to feed
Take a look at all the suffering we breed
So many lonely faces scattered all around
Searching for what they need
Is this the world we created?
What did we do it for?
Is this the world we invaded
Against the law?
So it seems in the end
Is this what weÂ’re all living for today?
The world that we created
You know that every day a helpless child is born
Who needs some loving care inside a happy home
Somewhere a wealthy man is sitting on his throne
Waiting for life to go by
Is this the world we created?
We made it on our own
Is this the world we devastated
Right to the bone?
If thereÂ’s a God in the sky looking down
What can he think of what weÂ’ve done
To the world that he created?

Quella mattina di sedici anni fa ero seduta fra i banchi della quinta elementare preoccupata per l’esame che di li a poco mi sarebbe toccato affrontare, il primo di una serie.
Ad un certo punto la maestra Margherita entrò in classe con un’ espressione strana sul viso. Così turbata non mi era mai capitato di vederla, neanche quando i più irrequieti la facevano dannare o il bidello svaniva come solo un fantasma è capace di fare.
Si sedette, respirò a pieni polmoni forse con l’intento di trattenere la commozione e ci disse che la mafia aveva appena assassinato Giovanni Falcone. Non mancò di spiegarci chi fosse, cosa facesse e in nome di che cosa.
Una lezione di vita.
A seguire un paio di minuti di silenzio per omaggiare un paladino della giustizia.
Un tuffo al cuore e un buco nella storia.
Ancora ricordo i dettagli di quella giornata e spero che ancora per molto nessuno dimentichi quello che Falcone ha fatto per una giustizia più autentica.
“…E a veder che crudel destino ora ne viene
ma che l'ombra ora ci prenda più mi addolora
Il mio cuore mi dice che non può seguirti ancora
e nemmeno questa angustia sopportar…”
Da “Pena del alma” di Vinicio Capossela
VENDERO'
(E.Bennato)
Venderò le mie scarpe nuove
ad un vecchio manichino
per vedere se si muove
se sta fermo
o se mi segue nel cammino
Venderò il mio diploma
ai maestri del progresso
per costruire un nuovo automa
che dia a loro più ricchezza
e a me il successo
Ai signori mercanti d'arte
venderò la mia pazzia
mi terranno un pò in disparte
chi è normale
non ha molta fantasia
Raffaele è contento
non ha fatto il soldato
ma ha girato e conosce la gente
e mi dice: stai attento
che resti fuori dal gioco
se non hai niente da offrire al mercato
Venderò la mia sconfitta
a chi ha bisogno
di sentirsi forte
e come un quadro che sta in soffitta
gli parlerò della mia cattiva sorte
Raffaele è contento
non si è mai laureato
ma ha studiato e guarisce la gente
e mi dice: stai attento
che ti fanno fuori dal gioco
se non hai niente da offrire al mercato
Venderò la mia rabbia
a tutta quella brava gente
che vorrebbe vedermi in gabbia
e forse allora
mi troverebbe divertente.
Ogni cosa ha un suo prezzo
e nessuno lo sa
quanto costa la mia libertà

Lunedì la associazione Abuelas de Plaza de Mayo è stata proposta ufficialmente per la candidatura al Premio Nobel per
Abuelas de Pleza de Mayo è una organizzazione non governativa a difesa e promozione dei diritti umani che si è presa a cuore soprattutto il diritto all’ identità.
Dal 1977 il suo fine è quello di restituire alle legittime famiglie i bambini (bambini al tempo della dittatura) sequestrati dalla repressione politica dell’ultimo governo militare e creare le condizioni affinché mai più si ripetano eventi simili, pretendendo a ragione il carcere per ogni singolo responsabile.
Fino ad adesso l’associazione è riuscita ad identificare 89 figli di desaparecidos.
Il nome del vincitore del Nobel verrà reso noto in ottobre e il dieci di dicembre, in occasione della ricorrenza della morte di Alfred Nobel, verrà consegnato ad Oslo.
L’Argentina vanta già di due premi Nobel per
La presentazione formale della candidatura è stata fatta al Congresso e si richiede l’appoggio della società tutta.
A questo scopo si è aperta una casella mail nobelabuelas@gmail.com dove chiunque voglia dare il proprio apporto può inviare la personale adesione alla candidatura al Nobel de las Abuelas de Plazas de Mayo.
Grazie a tutti di cuore!

San Antonio Palopò, Guatemala