Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.
La fiera di Sant'Ermete è il sigillo di fine estate. Parlo dell’estate vacanziera, di quella che riempie le strade di biciclette contromano e villeggianti in bikini seduti ai bar. Dopo il 28 di agosto sono in molti a tornare verso le proprie città per riprendere il lavoro e cominciare di nuovo la vita di sempre.
Una degna conclusione di stagione.
La bancarella che abbiamo messo in piedi ha incuriosito un po’ di persone che avvicinandosi si sono lasciate coinvolgere dai colori e dalla coda del mio fedele compagno di viaggio Pocho.
Anche se l’esito delle vendite non è stato strepitoso è risultato comunque soddisfacente. Ancora un po’ di denaro messo da parte per i miei bambini di Mendoza.
I grazie da scrivere questa volta sono davvero tanti già che ad ogni fiera qualcuno pronto a dare una mano si aggiunge sempre: il giro si allarga e la cosa non può che farmi un grande piacere.
Allora cominciamo:
in primis grazie al babbo, la mamma e alla Renata per esser stati presenti al banchetto in veste di eccellenti commessi;
alla Pubblica Assistenza di Stazzema per averci fatto dare un posto dal Comune del Forte e per il gazebo;
a Franco e Ivonne per i volantini e le batterie dell’impianto luci;
a Marino per averci fatto fare lo sconto sull'inverter;
alla Anna e Maurizio per il tavolo che ci hanno prestato e per i fiori di lavanda;
alla Cinzia per i pigmenti;
a Fedele per aver procurato il legno delle scatoline;
alla Chiara per i pizzi e i ricami regalati e ovviamente a tutti quelli che lasciandosi coinvolgere dall’iniziativa hanno contribuito al progetto comprando acquistando diverse cose.

Il babbo e la mamma

Il mio alter ego Pato cercando di far incetta di sorrisi

Sogno o son desta?!

Le facce dopo 18 ore di fiera

Pocho vi saluta tutti
Posso annunciarvi ufficialmente la presenza del banchetto per raccoglier fondi a favore dei bimbi di Mendoza e periferia alla fiera di Sant' Ermete a Forte dei Marmi il 28 Agosto dalla mattina fino a notte inoltrata.
Vi aspetto numerosi.
Come al solito devo lavorare e potrò esser presenziare personalmente soltanto dopo le otto - otto e mezza di sera. Comunque niente paura: il babbo, la mamma e la Renata ( mia sorella) mi sostituiranno egregiamente per le due giornate.
In vendita ci saranno acquerelli, casette per uccelli, saponette, scatoline in legno dipinte...tutto quello che troverete è rigorosamente fatto a mano.
Potreste trovare una bella idea per fare un regalo carino per pochi soldi e allo stesso tempo aiutare dei bambini in difficoltà.
A seguire una foto di alcune scatoline che ho dipinto reperibili in fiera.
Già, dimenticavo...il banchetto è situato in Via Carducci proprio di fronte ad un negozio di una nota casa di moda di cui non faccio il nome.

“Un matto”
(dietro ogni scemo c’è un villaggio)
-Fabirzio de André-
Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro
E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.
E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.
Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".

Non si perde tempo...ci stiamo organizzando per partecipare alla fiera di Sant' Ermete a Forte dei Marmi che si terrà il 28 agosto, noi di casa pensiamo a reelizzare manufatti da vendere mentre la Pubblica Assistenza di Stazzema si stà adoperando affiché ci diano uno spazio espositivo.

Il babbo prepara le scatoline in legno pronte da dipingere e la mamma ha occupato gran parte dei tegami di casa con i suoi saponi. Mangiare una pastasciutta che sà di lavanda dopotutto può esser un'esperienza anche se non proprio edificante.

Nel 1973 Henry Kissinger e Le Duc Tho vennero insigniti del Premio Nobel per la Pace grazie alla loro negoziazione del cessate il fuoco in Vietnam.
Fino a qui potrebbe sembrare regolare se non che la guerra in Vietnam proseguì per altri due anni fino alla "conquista" di Saigon. Le Duc, il negoziatore vietnamita, rinunciò in seguito al premio ma a Kissinger il pensiero di essere tolto dagli annali del Nobel per la Pace, non lo ha sfiorato neanche da lontano.
Il segretario di Stato americano ha le mani luride per il tanto sangue che ha sparso per tutto il latinoamerica negli anni in cui era al potere. Si è sempre saputo in via non ufficiale che proprio lui andava appoggiando i regimi militari latinoamericani rovesciando i governi che non condividevano la politica imperialista USA ma da qualche anno la cosa è ufficiale: fa uccidere Allende, il presidente democraticamente eletto dal popolo cileno e lo rimpiazza con Pinochet, suo personale amico e ferocissimo dittatore. In seguito Kissinger continua a muovere i fili della dittatura cilena come un gran burattinaio affiancando al golpista persone di sua fiducia come Videla.
Kissinger non solo è stato un complice della dittatura cilena ma anche di tanti altri regimi nati nel latinoamerica di quegli anni come quello terribile dell'Argentina.
Migliaia di persone furono violentate, torturate e ammazzate, molte delle quali senza che sia mai stato recuperato il loro corpo: desaparecidos. Il terrore di quegli anni ha segnato le generazioni a venire.
Il Nobel per la Pace a questo assassino è appropriato? Direi proprio di no.
A pensare che lo stesso premio è stato dato a persone che veramente hanno dedicato la propria vita alla costruzione della pace giorno dopo giorno, con dedizione, amore e a volte col sacrificio estremo della propria vita.
Vorrei chiedere a Rigoberta Menchù,vincitrice dello stesso premio e che nel Guatemala ha vissuto l'inferno, cosa ne pensa di un uomo che fa le mani sporche di sangue altrui stringe quel riconoscimento.

Vorrei tanto tu fossi libero da ogni pregiudizio che ti rende cieco dinnanzi a tanta miseria non solo materiale.
Vorrei avessi un pensiero libero, capace di ragionare senza imposizioni di alcun genere.
Vorrei non credessi alla più grande menzogna del nostro secolo: ci vogliono far credere che siamo tutti uguali...ma invece siamo tutti diversi e stà proprio lì la bellezza dell'umanità
"Yo te quiero libre"
-Silvio Rodriguez-
Yo te quiero libre, libre y con amor
libre de la sombra, pero no del sol.
Yo te quiero libre, como te viví
libre de otras penas, y libre de mí.
La libertad tiene alma clara
y sólo canta cuando va batiendo alas,
vuela y canta... libertad.
La libertad nació sin dueño
y yo quién soy para colmarle cada sueño.
Yo te quiero libre y con buena fe
para que conduzcas tu preciosa sed.
Yo te quiero libre, libre de verdad,
libre como el sueño de la libertad.

“Dialoghi”
Ho posato l'orecchio sopra il cuore
della terra.
Parlava d'amore, del suo amore
per la pioggia,
la terra.
Ho posato l’orecchio sul liquido del cuore
dell’acqua.
Il mio amore, l’amor mio
è la sorgente, cantava
l’acqua.
L’ho posato sul cuore
dell’albero.
Della sua folta chioma,
- l’amore suo- diceva,
l’albero.
Ma quando accostai l’orecchio all’amore stesso,
che non ha nome,
era di libertà che parlava,
l’amore.
Sherko Beaks, poeta curdo
Grazie a Dio le due gironate della fiera di San Lorenzo a Seravezza si sono concluse molto meglio di quanto avvessi potuto mai sperare.
Sono stati in molti ad acquistare oggettini vari fatti a mano, saponette, acquerelli e l'incasso alla fine delle due giornate è risultato maggiore delle aspettative.
Un' artista piuttosto in gamba del circondario, chiedendomi di rimanere anonimo, mi ha donato una delle sue opere per venderla e una dolce signora appena l'ha vista non ha dubitato neanche un secondo per comprarla insieme ad alcuni acquerelli miei che avevo esposto.
La mamma é stata al banchetto tutte quelle ore di seguito sotto il sole: una medaglia al valor civile glie la devo!
Anche se adesso sono piuttosto stanca già che per due giornate consecutive appena uscita dal lavoro mi son recata in fiera senza un'attimo di tregua posso dire di essere più che soddisfatta per il risultato raggiunto.
Grazie a tutti!

Al trucco

Fasi preparatorie

Voilà!

Mia sorella Renata, il bestio Pocho e il mio alter ego Pato

Il banchetto

Pato y Pocho
Sabato 9 e Domenica 10 agosto, in occasione di San Lorenzo, sarò presente alla fiera di Seravezza con la bancarella per raccoglier fondi a favore dei bimbi di Mendoza e periferia.
Saranno messi in vendita acquerelli, manufatti in legno dipinti, saponette di varie fogge e altri oggetti simili.
La fiera comincia da sabato pomeriggio alle due circa e proseguirà fino a domenica sera.
Purtroppo, dato che oltretutto mi tocca anche lavorare J, al banchetto presenzierà quasi per tutto il tempo mia mamma e forse mia sorella. Io ci sarò solamente la domenica durante il pomeriggio e la sera con il naso rosso, il mio peloso fedele compagno d’avventure Pato e sculture di palloncini per tutti.
Ringrazio il presidente della Pubblica Assistenza di Stazzema Milani che s’è fatto in quattro durante questi giorni per trovare un posto alla fiera e ancora si sta adoperando per trovarne uno alla fiera di Sant’Ermete a Forte dei Marmi.
Ormai questo sembra diventato il blog dei ringraziamenti ma per me è un onore esser aiutata da tante persone che mi hanno dato e continuano a darmi fiducia.

Ivano, uno dei tre dipendenti della Pubblica Assistenza, ieri ha scannerizzato l’acquerello che avevo dipinto da lungi e l’ha stampato su carta ingrandendolo.
In questa maniera non dovrò più esporre l’originale alle fiere con il rischio che con qualche goccia d’acqua si rovini irrimediabilmente. Oltretutto mi ha regalato anche la cornice…che dire? Grazie Ivano!
Tanto per rimanere in tema non posso fare a meno di ringraziare anche la Franca, vicina di casa. E’ tutto merito suo se l’albergo dove lavora ha acquistato 35 (sono stati aggiunti 5 pezzi) saponette decorate e se fa un’accorata pubblicità fra le clienti di questa iniziativa solidale.
E’ incredibile pensare a quante persone si stanno dando da fare per darmi una mano…e pensare che quando ho cominciato qualche anno fa ero sola, poi hanno iniziato a girare fra i compaesani e gli amici le foto che riportavo a casa ogni volta e da lì poco a poco qualcuno ha iniziato a farsi avanti per dare una mano secondo le proprie possibilità.
Grazie a tutti!
Non dimenticatevi di fare un salto alla fiera di San Lorenzo!
"Imagínense ustedes, en el campo sobre todo, la mayor parte de los niños muere y muy pocos se salvan de esa muerte. Estos temas quisiéramos solucionarlos, no solamente con la participación de los bolivianos, sino también de la cooperación internacional. Resolver, no para Evo; no estoy pidiendo participación de la comunidad internacional para Evo sino para el pueblo boliviano".
Evo Morales 22-01-2006
