Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.
Siamo già pronti per partecipare ad un nuova fiera con il banchetto di artigianato.
Lo scopo è sempre il medesimo ovvero raccogliere un po’ di fondi per i bimbi di Mendoza, Argentina.
Sabato e Domenica mi potrete trovare alla fera di Ognissanti, la fiera che ogni anno puntualmente torna ad animare le vie di Camaiore.
Anche questa volta
Grazie ragazzi!
Purtroppo il tempo sta volgendo al peggio ed è probabile non ci sia alcuna fiera a causa della pioggia incessante…non ci resta che attendere e vedere come andrà a finire.
Vi aspetto!

Da un ultimo rapporto stilato da Save the Children si evince che in Argentina 200.000 bambini sono a rischio fame. La crisi economica di questo periodo si riflette in maniera particolare sulla fascia più debole della popolazione in maniera spaventosa.
Ogni giorno nel paese sudamericano muoiono 3 bambini per la fame o per malattie strettamente legate alla malnutrizione.
Il 63% dei nuovi nati nel 2008, circa 220.000 bambini, sono figli di famiglie con scarse possibilità di soddisfare il fabbisogno alimentare quotidiano minimo.
Dando un'occhiata ai dati è impossibile non sentire l'angoscia che sale fino alla gola stringendola in un nodo: 8,6 milioni di bambini e adolescenti argentini vivono in povertà.
Quale futuro ha il paese se gli uomini e le donne di domani nemmeno hanno la possibilità di nutrirsi?
Non è un problema lontano, che non ci riguarda... garantire il diritto alla vita a tutti è un nostro dovere, non un affare da rimandare agli organi statali per lavarcene le mani.

Barrio La Boca, Buenos Aires, Argentina
Come può esser ch’io non sia più mio?
O Dio, o Dio, o Dio,
chi m’ha tolto a me stesso,
c’a me fusse più presso
o più di me potessi che poss’io?
O Dio, o Dio, o Dio,
come mi passa el core
chi non par che mi tocchi?
Che cosa è questo, Amore,
c’al core entra per gli occhi,
per poco spazio dentro par che cresca
E s’avvien che trabocchi ?
_Michelangelo_
L'ultima giornata della festa della castagna ad Azzano si è conclusa nel migliore dei modi.
Il sole ci ha accompagnato da mattina a sera invogliando la gente a metter il naso fuori casa per venire a bere un bicchiere di vino, mangiare due mondine, una fetta di castagnaccio, ciacci, panzanelle, panini e assaggiare le torte rigorosamente preparate con le castagne.
Le donne del paese si son date da fare ai fornelli mentre la parte della cottura delle mondine è stato il lavoro degli uomini.
Per quanto riguarda la vendite al banchetto della raccolta fondi per i bimbi di Mendoza sono andate piuttosto bene e ci possiamo ritenere soddisfatti.
Appuntamento al prossimo anno...
Vi lascio qualche foto di ieri a futura memoria

il trabiccolo per cuocere le mondine

...cuoci cuoci e non son mai abbastanza

Mamma, Pocho e Pato ( il mio alter ego)

Il babbo che parla con la ma' nascosta dietro il palo

Quanta gente!

E' già buio e ancora son li con le mondine sul fuoco
Si è appena conclusa la prima giornata della festa della castagna ad Azzano.
Il tempo è stato clemente regalandoci un acquazzone soltanto quando ormai il bello della festa era giunto al termine.
Le donne del paese si son datte da fare cucinando una grande torta di ciaccio (da queste parti è così che chiamiamo il castagnaccio), ballotti e mondine.
La Rai ha registrato un servizio per "Festa Italiana" mentre la banda suonava e un paio di miccetti del palio scalpitavano innervositi dal troppo fragore.
Oltre alla banda si è esibito un delizioso gruppo che fa musica popolare: gli "Insieme per caso"
Domani si replica.
Vi aspetto al banchetto per la raccolta fondi per i bimbi di Mendoza con il mio alter ego Pato e il fedele compagno Pocho.
Le vendite sono andate bene e devo ringraziare la Veronica per avermi dato la possibilità di partecipare sotto la sua tutela.

Il mio alter Ego Pocho dipingendo

Veronica e Io...ah, già....dimenticavo: c'è anche Pocho

La banda di Azzano
Per trentasei anni, ovvero fra il 1960 e il 1996, il Guatemala è stato martoriato da una lunga guerra civile che ha causato oltre 200.000 vittime.
200.000 persone uccise e circa un milione di profughi che a quanto pare non avevano nessun diritto ad essere raccontati né in prima pagina nè in un misero trafiletto nascosto fra una pubblicità e l'altre...è una cosa distante, oltreoceano, quasi indolore.
Durante questa guerra l'esercito e le Pattuglie di Autodifesa Civile hanno perpetrato massacri, torture, stupri, esecuzioni sommarie e altre immonde violenze soprattutto nei confronti delle donne e della popolazione india.
La giustizia ancora è una chimera e gli asassini rimangono a piede libero. Solo una ventina di folli criminali sono stati condannati ma nessuno di loro faceva parte delle grarchie più potenti.
Uno degli indagati è l'ex presidente Efraìn Rios Montt ma a suo carico nemmeno è stato avviato un processo già che gode dell'immunità parlamentare facendo ancora parte del Congresso.
In questo paese centroamericano dove l'impunità è la regola si sono venute a creare molte organizzazioni per difendere i diritti umani. La maggior parte si adoperano affinchè i colpevoli delle stragi vengano giudicati davanti ad un tribunale.
Una di queste organizzazioni è la Fundación de Antropologia Forense de Guatemala (FAFG) cscavando nelle fosse comuni cerca di ricostruire l'identità delle vittime dei massacri e di far chiarezza sulle loro uccisioni.
Ricevono minacce di morte continuamente e dal febbraio 2008 sono aumentate in maniera esponenziale.
La Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti degli individui, dei gruppi e delle istituzioni di promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentale universalmente riconosciute diventa carta straccia.
Se dimentichiamo tutto questo gli assassini l'avranno vinto la loro macabra scommessa.

Questo è il cartellone della festa della castagna da affiggere per strada che mi ha appena dato la presidente della Pubblica Assistenza di Azzano Veronica.
Sia sabato che domenica parteciperò all'evento con il banchetto per la raccolta fondi per i bimbi di Mendoza, vi aspetto numerosi.
"Ogn’ira, ogni miseria e ogni forza,
chi d’amor s’arma vince ogni fortuna."
-Michelangelo Buonarroti-
