Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.
11 settembre 1974: nel palazo presidenziale della Moneda viene assassinato Allende, presidente democraticamente eletto dai chileni.
Un presidente che non ha accettato la via di fuga offertagli dai traditori ma ha resistito all'attacco insieme al suo popolo.
Queste sono le sue parole dinnanzi alla possibilità di resa e dell' eventuale esilio offertogli:
"come generali traditori, non conoscono gli uomini d'onore"
e quello che segue è un messaggio appassionato lanciato alla radio prima di essere ucciso:
«Lavoratori della mia patria: ho fede nel Cile e nel suo destino.
Altri uomini supereranno questo momento grigio ed amaro, dove il
tradimento pretende imporsi. Continuate sapendo che, molto prima che
tardi, si apriranno i grandi viali da dove passa l'uomo libero per
costruire una società migliore.
Viva il Cile, viva il popolo, viva i lavoratori!
Queste sono le mie ultime parole, con la certezza che il sacrificio
non sarà vano. Ho la certezza che per lo meno, ci sarà una sanzione
morale che castigherà la slealtà, la codardia ed il tradimento».