Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.
Giovedì c'è stata la fiera di San Giuseppe a Querceta. La giornata soleggiata ha incoraggiato la gente ad uscire di casa per venire a fare un giro fra i banchetti.
Tutto sommato si può dire che è andata discretamente bene, anche se non tantissimo abbiamo venduto un po' di materiale.
Il prossimo appuntamento? Prevedo sarà la fiera di Enolia a Seravezza.
Grazie a tutti quelli che hanno contribuito alla buona riuscita di questo evento, a Franco e la Ivonne per la batteria che ci hanno prestato, alla Pubblica Assistenza di Stazzema per averci fatto avere il posto e per il gazebo, agli amici del carce di Prato (in particolare a Adelmo) e a chi ha comprato.
Alla prossima avventura.


Ci sono mani buone ad asciugare le lacrime: quelle delle madri, quelle dei pagliacci, quelle di chi sa scrivere.
(E. De luca)

I bimbi di Pedemonte, la Monchy ed io
Quest’anno ho potuto realizzare diversi progetti a Mendoza e il merito spetta di diritto, oltre naturalmente a chi si è fidato di me e ha comprato ai mercatini o in altre occasioni oggettini vari o a chi mi ha donato denaro, anche agli amici conosciuti sul posto che mi hanno accompagnato ovunque avessi bisogno di andare.
Ho messo tutti al lavoro e nessuno mi ha negato il proprio aiuto…adesso che me ne sono andata credo si concederanno lunghe sieste durante i pomeriggi assolati.
Le famiglie Famà e Calcagno si sono fatte in quattro per darmi una mano.
Addirittura i ragazzi più o meno attempati della società di refrigerazione Aconcagua non hanno battuto ciglio quando gli abbiamo chiesto de stivarci nelle loro celle frigorifere la mercanzia da dare alle famiglie meno abbienti. Sono stati di una gentilezza unica.
Il Cholo e la moglie Inés ci hanno offerto la loro casa e tutto il loro aiuto per organizzare una festa con tanto di regali, clown, palloncini e merenda per i bimbi del Pedemonte…
E poi ci sono gli amici de Las Heras, zona tra le più povere e meno tranquille del Gran Mendoza.
Come vedete senza l’aiuto di tutti è ben poca la strada che si può percorrere.
Grazie a tutti
Sono tornata a casa sabato verso mezzanotte.
Si conclude qui un altro viaggio attraverso il cuore delle persone incontrate piuttosto che i luoghi attraversati.
Storie diverse, bizzarre, terribili, belle, brutte, esperienze raccontate o vissute.
Nostalgia assicurata...
I volti gioiosi dei bimbi, quelli non si dimenticano mai. Regalano sorrisi al solo vederti vestito da clown e c’è chi addirittura, dopo un anno, ricorda il nome di quel buffo personaggio tutto colorato che gli si presenta davanti.
Il cuore trema e il respiro si fa corto.
La miseria avanza e le condizioni di vita già precarie, in certe situazioni diventano impossibili da sostenere.
Se solo avessi la forza e la maniera di pareggiare le disuguaglianze…
Non è una frase fatta ma un dolore strisciante che non lascia dormire.
Avrei potuto comprare piatti per molte famiglie che ne avevano solo un paio da condividere fra non so’ quante persone ma ho preferito acquistare qualcosa da metterci dentro.
Mancano beni primari come il latte ai bambini, zucchero, riso e la carne è un lusso per pochi nonostante l’Argentina ne esporti in grandi quantità ovunque nel mondo.
Siamo vicini al Natale e non posso evitare di pensare che nessuno di quei bimbi aspetterà ansioso il 25 dicembre per scartare un regalo e forse neanche avrà la speranza di un pranzo o una cena diversa.
Sono in tante le famiglie ad aver toccato il fondo, ognuna con la propria storia, le proprie tragedie.
Nelle strade de Las Heras si spara come nel Far-West ma quello che più mi fa pensare è che una bimba di undici anni che sta giocando sulla soglia di casa, quasi scocciata entri dentro la porta dicendo “vengo dentro perché fuori sparano”…con la stessa espressione in viso di chi stia dicendo “entro perché piove”.
Ma non è tutto…
A complicare la situazione già precaria ci si mettono gli scherzi del tempo. La grandine è un vero flagello: qui va dalla grandezza di un limone a quella di un pallone da calcio e per la sua forza devastante viene chiamata pietra.
La violenza con cui si abbatte su case, cose e persone non lascia scampo e dietro di se lascia una scia di disgrazie…distrugge campi, tetti, strade, auto e ferisce persone.
Con i soldi raccolti durante l’anno ho realizzato diversi progetti…potete dargli un’occhiata a seguire.
Nel frattempo ho di nuovo incominciato a raccogliere di nuovo fondi per quando tornerò dai miei bimbi…è certo, tornerò da loro, non ne posso fare a meno.


Las Heras- Mendoza
Eccomi qua con una bimba di un paio di settimane nel centro Conin dove vengono ospitati i bambini denutriti o a forte rischio denutrizione

Pedemonte-Mendoza
Festa con tanto con regali, dolcetti e palloncini per i pargoli di Pedemonte organizzata a casa della Inés e di suo marito

Pedemonte- Mendoza
Foto con un piccolo gruppetto di bimbi e mamme che hanno partecipato alla festa...le corne sulla testa sono una figura retoria nelle foto goliardiche!
La fiera di Ognissanti a Camaiore per me si chiude qui: oggi non si replica.
Il tempo è stato clemente e nessun acquazzone è sceso dal cielo per causarci complicazioni varie ma gli incassi sono stati piuttosto magri…abbiamo venduto qualche palloncino, poche saponette decorate e un paio di orecchini, niente più.
Pazienza, andrà meglio in altre opportunità.
Ieri come vicine di banchetto avevo due bimbe di Camaiore dolcissime.
Sopra un paio di scatoloni di cartone rovesciati hanno allestito un’esposizione con le loro creazioni fantasiose. Da sole hanno cucito bambole di stoffa, piccoli cuscini e altri pupazzi molto originali. Mi emoziona e mi affascina da sempre la creatività e l’ingegnosità dei bimbi.
Alla fine della giornata hanno insistito per regalarmi una singolare maschera in cartapesta tutta colorata.
Da domani si cominciano a preparare manufatti da portare ai mercatini di Natale della nostra zona sperando di avere più fortuna rispetto a ieri.
Vi rimando alla prossima avventura.
Un abbraccio


La fiera di Sant'Ermete è il sigillo di fine estate. Parlo dell’estate vacanziera, di quella che riempie le strade di biciclette contromano e villeggianti in bikini seduti ai bar. Dopo il 28 di agosto sono in molti a tornare verso le proprie città per riprendere il lavoro e cominciare di nuovo la vita di sempre.
Una degna conclusione di stagione.
La bancarella che abbiamo messo in piedi ha incuriosito un po’ di persone che avvicinandosi si sono lasciate coinvolgere dai colori e dalla coda del mio fedele compagno di viaggio Pocho.
Anche se l’esito delle vendite non è stato strepitoso è risultato comunque soddisfacente. Ancora un po’ di denaro messo da parte per i miei bambini di Mendoza.
I grazie da scrivere questa volta sono davvero tanti già che ad ogni fiera qualcuno pronto a dare una mano si aggiunge sempre: il giro si allarga e la cosa non può che farmi un grande piacere.
Allora cominciamo:
in primis grazie al babbo, la mamma e alla Renata per esser stati presenti al banchetto in veste di eccellenti commessi;
alla Pubblica Assistenza di Stazzema per averci fatto dare un posto dal Comune del Forte e per il gazebo;
a Franco e Ivonne per i volantini e le batterie dell’impianto luci;
a Marino per averci fatto fare lo sconto sull'inverter;
alla Anna e Maurizio per il tavolo che ci hanno prestato e per i fiori di lavanda;
alla Cinzia per i pigmenti;
a Fedele per aver procurato il legno delle scatoline;
alla Chiara per i pizzi e i ricami regalati e ovviamente a tutti quelli che lasciandosi coinvolgere dall’iniziativa hanno contribuito al progetto comprando acquistando diverse cose.

Il babbo e la mamma

Il mio alter ego Pato cercando di far incetta di sorrisi

Sogno o son desta?!

Le facce dopo 18 ore di fiera

Pocho vi saluta tutti
Grazie a Dio le due gironate della fiera di San Lorenzo a Seravezza si sono concluse molto meglio di quanto avvessi potuto mai sperare.
Sono stati in molti ad acquistare oggettini vari fatti a mano, saponette, acquerelli e l'incasso alla fine delle due giornate è risultato maggiore delle aspettative.
Un' artista piuttosto in gamba del circondario, chiedendomi di rimanere anonimo, mi ha donato una delle sue opere per venderla e una dolce signora appena l'ha vista non ha dubitato neanche un secondo per comprarla insieme ad alcuni acquerelli miei che avevo esposto.
La mamma é stata al banchetto tutte quelle ore di seguito sotto il sole: una medaglia al valor civile glie la devo!
Anche se adesso sono piuttosto stanca già che per due giornate consecutive appena uscita dal lavoro mi son recata in fiera senza un'attimo di tregua posso dire di essere più che soddisfatta per il risultato raggiunto.
Grazie a tutti!

Al trucco

Fasi preparatorie

Voilà!

Mia sorella Renata, il bestio Pocho e il mio alter ego Pato

Il banchetto

Pato y Pocho
Sabato 9 e Domenica 10 agosto, in occasione di San Lorenzo, sarò presente alla fiera di Seravezza con la bancarella per raccoglier fondi a favore dei bimbi di Mendoza e periferia.
Saranno messi in vendita acquerelli, manufatti in legno dipinti, saponette di varie fogge e altri oggetti simili.
La fiera comincia da sabato pomeriggio alle due circa e proseguirà fino a domenica sera.
Purtroppo, dato che oltretutto mi tocca anche lavorare J, al banchetto presenzierà quasi per tutto il tempo mia mamma e forse mia sorella. Io ci sarò solamente la domenica durante il pomeriggio e la sera con il naso rosso, il mio peloso fedele compagno d’avventure Pato e sculture di palloncini per tutti.
Ringrazio il presidente della Pubblica Assistenza di Stazzema Milani che s’è fatto in quattro durante questi giorni per trovare un posto alla fiera e ancora si sta adoperando per trovarne uno alla fiera di Sant’Ermete a Forte dei Marmi.
Ormai questo sembra diventato il blog dei ringraziamenti ma per me è un onore esser aiutata da tante persone che mi hanno dato e continuano a darmi fiducia.

Ivano, uno dei tre dipendenti della Pubblica Assistenza, ieri ha scannerizzato l’acquerello che avevo dipinto da lungi e l’ha stampato su carta ingrandendolo.
In questa maniera non dovrò più esporre l’originale alle fiere con il rischio che con qualche goccia d’acqua si rovini irrimediabilmente. Oltretutto mi ha regalato anche la cornice…che dire? Grazie Ivano!
Tanto per rimanere in tema non posso fare a meno di ringraziare anche la Franca, vicina di casa. E’ tutto merito suo se l’albergo dove lavora ha acquistato 35 (sono stati aggiunti 5 pezzi) saponette decorate e se fa un’accorata pubblicità fra le clienti di questa iniziativa solidale.
E’ incredibile pensare a quante persone si stanno dando da fare per darmi una mano…e pensare che quando ho cominciato qualche anno fa ero sola, poi hanno iniziato a girare fra i compaesani e gli amici le foto che riportavo a casa ogni volta e da lì poco a poco qualcuno ha iniziato a farsi avanti per dare una mano secondo le proprie possibilità.
Grazie a tutti!
Non dimenticatevi di fare un salto alla fiera di San Lorenzo!
VENDERO'
(E.Bennato)
Venderò le mie scarpe nuove
ad un vecchio manichino
per vedere se si muove
se sta fermo
o se mi segue nel cammino
Venderò il mio diploma
ai maestri del progresso
per costruire un nuovo automa
che dia a loro più ricchezza
e a me il successo
Ai signori mercanti d'arte
venderò la mia pazzia
mi terranno un pò in disparte
chi è normale
non ha molta fantasia
Raffaele è contento
non ha fatto il soldato
ma ha girato e conosce la gente
e mi dice: stai attento
che resti fuori dal gioco
se non hai niente da offrire al mercato
Venderò la mia sconfitta
a chi ha bisogno
di sentirsi forte
e come un quadro che sta in soffitta
gli parlerò della mia cattiva sorte
Raffaele è contento
non si è mai laureato
ma ha studiato e guarisce la gente
e mi dice: stai attento
che ti fanno fuori dal gioco
se non hai niente da offrire al mercato
Venderò la mia rabbia
a tutta quella brava gente
che vorrebbe vedermi in gabbia
e forse allora
mi troverebbe divertente.
Ogni cosa ha un suo prezzo
e nessuno lo sa
quanto costa la mia libertà
