Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.
In Salvador la violenza aumenta in maniera esponenziale giorno dopo giorno. Quotidianamente si contano dodici persone assassinate: una situazione del tutto paragonabile alla guerra civile degli anni ottanta.
I dati ufficiali parlano di 2.992 vittime dall'inizio dell'anno, settecento in più rispetto al 2008.
Ad uccidere sono las Maras, bande di giovani armate fino ai denti che la fanno da padrone in troppe nazioni del centroamerica.
Uccidono per divertimento, per il pizzo non pagato e per motivi simili. Le loro vittime preferite sono le donne.
...e la stampa, almeno quella ufficiale, non ne parla in Italia...tutto passa sotto silenzio, come sempre.
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Attualmente i bambini soldato utilizzati nei conflitti armati sono 250.000. La cifra così elevata non può che far sussultare il cuore.
A coinvolgere in assurde guerre ( la guerra è sempre assurda) questi minorenni non sono soltanto gruppi armati paramilitari ma anche gli eserciti governativi.
Durante i conflitti armati tutti i bambini subiscono gravi violazioni dei loro diritti che dovrebbero essere inalienabili.
Vengono trattati come schiavi, esposti ad ogni sorta di pericolo, abusati sessualmente e puniti con violenza per ogni errore commesso. Non di rado la punizione arriva all'esecuzione sommaria.
E' questo il nostro mondo? Fatemi scendere...subito.
La brutal respuesta del Estado peruano en Bagua, el 5 de junio, Día Mundial del Medio Ambiente, a la resistencia indígena en defensa de la Madre Naturaleza (tras 56 días de movilización amazónica, fracaso del diálogo y postergación de la derogatoria de varios decretos legislativos) , ha costado la vida de numerosas personas y el desplazamiento de cientos de familias en busca de resguardo para evitar ser víctimas mortales de la acción represiva de la fuerza pública.
La supuesta ‘conspiración internacional’ denunciada por su gobierno, es una farsa. Los pueblos indígenas del Continente sólo están reclamando consulta, participación, respeto a las comunidades originarias y salvaguarda de la naturaleza. Están rechazando en forma enérgica la subordinación de la clase política y de los empresarios nacionales a los poderosos intereses de las compañías transnacionales. Muestran con dignidad su rostro y se movilizan por la identidad, las culturas ancestrales y el vínculo íntimo de ‘vida humana - Madre Naturaleza’. Emergen, se levantan y luchan en contra de una concepción de desarrollo que empobrece a la gente, mata paulatinamente al planeta Tierra y envilece los verdaderos intereses nacionales en cada país. Esa es la ‘conspiración internacional’ a la cual Usted y su gobierno aluden.
Por tal motivo, me uno al clamor de los ciudadanos y ciudadanas de mi país y del mundo y demando de Usted y su gobierno el cese de la represión en Bagua, se levante el estado de emergencia y toque de queda en la Amazonía, se detenga la persecución en contra de la población y dirigencia, y se realice una investigación internacional para una aclaración total de los hechos en los cuales se perdieron vidas humanas y lo cual condenamos enérgicamente en esa región, así como se dé paso al irrestricto respeto de los derechos de los pueblos indígenas y las comunidades campesinas. El ejercicio de derechos no debe criminalizarse. La represión estatal debe ceder espacio a la búsqueda racional de soluciones mediante el diálogo y la negociación con voluntad política real.
Atentamente,
Rigoberta Menchú Tum
A Milano prossimamente verrà organizato un congresso sulla nutrizione che si svolgerà nei locali del MIC center, ovvero nella vecchia fiera.
Fa pensare il fatto che i tre principali sponsor siano la Mc Donalds, la Nestlé e la Mulino Bianco, non proprio famose avere a che fare con la corretta nutrizione.
un buon sistema per autoreferenziarsi, non vi pare?
Notizia presa in prestito dalla Rete Italiana Boicottaggio Nestle'
c/o CASALE PODERE ROSA
via Diego Fabbri s.n.c. ang. via A.De Stefani
00137 ROMA
fax 06.8270876
Per trentasei anni, ovvero fra il 1960 e il 1996, il Guatemala è stato martoriato da una lunga guerra civile che ha causato oltre 200.000 vittime.
200.000 persone uccise e circa un milione di profughi che a quanto pare non avevano nessun diritto ad essere raccontati né in prima pagina nè in un misero trafiletto nascosto fra una pubblicità e l'altre...è una cosa distante, oltreoceano, quasi indolore.
Durante questa guerra l'esercito e le Pattuglie di Autodifesa Civile hanno perpetrato massacri, torture, stupri, esecuzioni sommarie e altre immonde violenze soprattutto nei confronti delle donne e della popolazione india.
La giustizia ancora è una chimera e gli asassini rimangono a piede libero. Solo una ventina di folli criminali sono stati condannati ma nessuno di loro faceva parte delle grarchie più potenti.
Uno degli indagati è l'ex presidente Efraìn Rios Montt ma a suo carico nemmeno è stato avviato un processo già che gode dell'immunità parlamentare facendo ancora parte del Congresso.
In questo paese centroamericano dove l'impunità è la regola si sono venute a creare molte organizzazioni per difendere i diritti umani. La maggior parte si adoperano affinchè i colpevoli delle stragi vengano giudicati davanti ad un tribunale.
Una di queste organizzazioni è la Fundación de Antropologia Forense de Guatemala (FAFG) cscavando nelle fosse comuni cerca di ricostruire l'identità delle vittime dei massacri e di far chiarezza sulle loro uccisioni.
Ricevono minacce di morte continuamente e dal febbraio 2008 sono aumentate in maniera esponenziale.
La Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti degli individui, dei gruppi e delle istituzioni di promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentale universalmente riconosciute diventa carta straccia.
Se dimentichiamo tutto questo gli assassini l'avranno vinto la loro macabra scommessa.
Nel 1973 Henry Kissinger e Le Duc Tho vennero insigniti del Premio Nobel per la Pace grazie alla loro negoziazione del cessate il fuoco in Vietnam.
Fino a qui potrebbe sembrare regolare se non che la guerra in Vietnam proseguì per altri due anni fino alla "conquista" di Saigon. Le Duc, il negoziatore vietnamita, rinunciò in seguito al premio ma a Kissinger il pensiero di essere tolto dagli annali del Nobel per la Pace, non lo ha sfiorato neanche da lontano.
Il segretario di Stato americano ha le mani luride per il tanto sangue che ha sparso per tutto il latinoamerica negli anni in cui era al potere. Si è sempre saputo in via non ufficiale che proprio lui andava appoggiando i regimi militari latinoamericani rovesciando i governi che non condividevano la politica imperialista USA ma da qualche anno la cosa è ufficiale: fa uccidere Allende, il presidente democraticamente eletto dal popolo cileno e lo rimpiazza con Pinochet, suo personale amico e ferocissimo dittatore. In seguito Kissinger continua a muovere i fili della dittatura cilena come un gran burattinaio affiancando al golpista persone di sua fiducia come Videla.
Kissinger non solo è stato un complice della dittatura cilena ma anche di tanti altri regimi nati nel latinoamerica di quegli anni come quello terribile dell'Argentina.
Migliaia di persone furono violentate, torturate e ammazzate, molte delle quali senza che sia mai stato recuperato il loro corpo: desaparecidos. Il terrore di quegli anni ha segnato le generazioni a venire.
Il Nobel per la Pace a questo assassino è appropriato? Direi proprio di no.
A pensare che lo stesso premio è stato dato a persone che veramente hanno dedicato la propria vita alla costruzione della pace giorno dopo giorno, con dedizione, amore e a volte col sacrificio estremo della propria vita.
Vorrei chiedere a Rigoberta Menchù,vincitrice dello stesso premio e che nel Guatemala ha vissuto l'inferno, cosa ne pensa di un uomo che fa le mani sporche di sangue altrui stringe quel riconoscimento.

Nella città messicana di Juarez scompaiono donne e di loro non si sa più niente a meno che i suoi rapitori decidano di farne ricomparire i corpi senza vita e con evidenti segni di torture brutali, violenze di gruppo e mutilati o bruciati in alcune parti
La disperazione e la paura delle famiglie che in questo luogo vivono è inconsolabile. Ogni qual volta esce di casa una figlia o una moglie c’è sempre il terrore che non faccia ritorno.
Alla brutalità della situazione che ormai si perpetra da anni si aggiunge l’indifferenza totale da parte delle autorità.
Al giorno d’oggi nessuno è stato condannato per aver commesso questi femminicidi e a parte i parenti stretti non c’è alcuno che cerchi le donne scomparse.
I primi assassini di questo tipo risalgono al 1993 e non solo proseguono quotidianamente ma dal 2001 questa pratica barbara si è estesa anche alla città di Chihuahua.
Scrivete al governo Messicano affinché intervengano, all’ambasciata o a qualsiasi altra autorià competente.
Non possiamo esser complici con il nostro silenzio. Il silenzio uccide.
La vista di tutte quelle croci rosa alla frontiera messicana è insostenibile

Potete trovare una petizione da firmare redatta dall’associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa A.C. in internet al seguente link:
www.mujeresdejuarez.org/NiUnaMas/petition.html
