Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.
8 Marzo, festa delle donne.
Come non omaggiare, con un pensiero per lo meno, le donne messicane di Ciudad Juàrez?
Sono tante, anzi tantissime, talmente tante che ormai non si contano neanche più le donne scomparse a Ciudad Juàrez. Sono tutte giovani, fra i 15 e i 25 anni più o meno, spesso belle e con i capelli lunghi. Provengono tutte da famiglie povere e arrivano a Juarez da tutto il Messico perché proprio lì c'è la possibilità di lavorare soprattutto in grandi fabbriche per l'assemblaggio di prodotti atti all'esportazione.
I cadaveri ritrovati riportano tracce di violenze estreme: stupri, morsi ai segni, segni di strangolamento, pugnalate, crani fracassati. Spesso hanno il viso tanto massacrato da essere irriconoscibili oppure altre volte il corpo viene arso.
Quasi non se ne parla, o meglio, non ho visto nessun telegiornale italiano parlarne negli ultimi cinque anni...è mai possibile che tutto ciò passi sotto silenzio?
Nel 2001 sono iniziate le prime indagini (le prime sparizioni sono iniziate nel 1993) e i cadaveri si trovano sempre meno. Farli scomparire è diventata una specialità della criminalità locale. Per far ciò sono soliti utilizzare la "lechada", un liquido altamente corrosivo fatto di calce viva e acidi vari che in poco tempo scioglie anche le ossa. Tremendo.
Le ragazze continuano a scomparire, giorno dopo giorno...per tutte le donne Ciudad Juarez è diventato il luogo più pericoloso al mondo.
Nella città messicana di Juarez scompaiono donne e di loro non si sa più niente a meno che i suoi rapitori decidano di farne ricomparire i corpi senza vita e con evidenti segni di torture brutali, violenze di gruppo e mutilati o bruciati in alcune parti
La disperazione e la paura delle famiglie che in questo luogo vivono è inconsolabile. Ogni qual volta esce di casa una figlia o una moglie c’è sempre il terrore che non faccia ritorno.
Alla brutalità della situazione che ormai si perpetra da anni si aggiunge l’indifferenza totale da parte delle autorità.
Al giorno d’oggi nessuno è stato condannato per aver commesso questi femminicidi e a parte i parenti stretti non c’è alcuno che cerchi le donne scomparse.
I primi assassini di questo tipo risalgono al 1993 e non solo proseguono quotidianamente ma dal 2001 questa pratica barbara si è estesa anche alla città di Chihuahua.
Scrivete al governo Messicano affinché intervengano, all’ambasciata o a qualsiasi altra autorià competente.
Non possiamo esser complici con il nostro silenzio. Il silenzio uccide.
La vista di tutte quelle croci rosa alla frontiera messicana è insostenibile

Potete trovare una petizione da firmare redatta dall’associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa A.C. in internet al seguente link:
www.mujeresdejuarez.org/NiUnaMas/petition.html
