Insieme per un mondo migliore

Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.

CHI SONO

Utente: PerUnSogno
Nome: Antonietta Bandelloni
Questo mondo così com'è non mi piace...le ingiustizie e i soprusi sembrano averla vinta. Vogliono farci credere che bisogna accettare le cose così come stanno e che niente potrà cambiare. Bugia! Non ci si può arrendere prima di combattere il dolore con la gioia del cuore, l'odio con l'amore, l'indifferenza con l'interessamento per tutto ciò che ci circonda. ...Qualcuno diceva :"Siamo tutti coinvolti"

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venerdì, 26 giugno 2009

29mila posti di lavoro perduti nel 2009 in Nicaragua

L'organizzazione Movimento per le donne lavoratrici e disoccupate "Maria Elena Cuadra"  riferisce che la fascia più colpita dalla disoccupazione in Nicaragua è quella femminile: in tre anni 29 aziende chiuse hanno lasciato senza lavoro 25mila persone e l'ottantacinque per cento di esse sono donne.

Per esser licenziate in questo paese alle donne basta chidere un giorno di permesso o che ci sia il sospetto di una gravidanza.

Paesi come il Nicaragua hanno l'obiettivo di attrarre investimenti stranieri.
Le società che sono in questa zona franca vengono quasi tutte da Asia e Stati Uniti e sono propense ad assumere lavoratori in condizioni sfavorevoli.

Salari bassissimi, orari di lavoro estenuanti e violazionii dei diritti del lavoratore.

Negli ultimi cinque anni sono state presentate oltre 100mila denunce.

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postato da: PerUnSogno alle ore 08:59 | link | commenti
categorie: disegni, violenza, ingiustizie, latinoamerica, libertà, acquerello
venerdì, 17 aprile 2009

Il muro di Berlino e la storia che niente insegna

Da diverso tempo a Buenos Aires si discute sull'opportunità di costruire un muro che divida i 33 abitanti dal lussuoso quartiere de La Horqueta e gli abitanti di un altro quartiere povero, ovvero Villa Jardin.

Si pensa ad una barriera fatta di bocchi di cemento alta ben 3 metri e lungo più di 270 atta a dividere le due zone. Ricchi e poveri non possono vivere spalla a spalla.

"E' una velata accusa. Secondo la misura presa tutti i poveri sono delinquenti. Ma Villa Jardin non è un barrio pericoloso ma un luogo pieno di gente che lavora, urbanizzato e con strade di asfalto, case perfette e non baracche, tutte iscritte nel registro del catasto. Non è certo uno di qui posti dove si vive nell'emergenza" dice l'amministratore locale Ingrassia.

Versos Sencillos VIII


postato da: PerUnSogno alle ore 18:05 | link | commenti
categorie: sfogo, argentina, ingiustizie, latinoamerica, libertà
giovedì, 23 ottobre 2008

Impunità in Guatemala

Per trentasei anni, ovvero fra il 1960 e il 1996, il Guatemala è stato martoriato da una lunga guerra civile che ha causato oltre 200.000 vittime.

200.000 persone uccise e circa un milione di profughi che a quanto pare non avevano nessun diritto ad essere raccontati né in prima pagina nè in un misero trafiletto nascosto fra una pubblicità e l'altre...è una cosa distante, oltreoceano, quasi indolore.

Durante questa guerra l'esercito e le Pattuglie di Autodifesa Civile hanno perpetrato massacri, torture, stupri, esecuzioni sommarie e altre immonde violenze soprattutto nei confronti delle donne e della popolazione india.

La giustizia ancora è una chimera e gli asassini rimangono a piede libero. Solo una ventina di folli criminali sono stati condannati ma nessuno di loro faceva parte delle grarchie più potenti.

Uno degli indagati è l'ex presidente Efraìn Rios Montt ma a suo carico nemmeno è stato avviato un processo già che gode dell'immunità parlamentare facendo ancora parte del Congresso.

In questo paese centroamericano dove l'impunità è la regola si sono venute a creare molte organizzazioni per difendere i diritti umani. La maggior parte si adoperano affinchè i colpevoli delle stragi vengano giudicati davanti ad un tribunale.

Una di queste organizzazioni è la Fundación de Antropologia Forense de Guatemala (FAFG) cscavando nelle fosse comuni cerca di ricostruire l'identità delle vittime dei massacri e di far chiarezza sulle loro uccisioni.

Ricevono minacce di morte continuamente e dal febbraio 2008 sono aumentate in maniera esponenziale.

La Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti degli individui, dei gruppi e delle istituzioni di promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentale universalmente riconosciute diventa carta straccia.

Se dimentichiamo tutto questo gli assassini l'avranno vinto la loro macabra scommessa.

 


martedì, 09 settembre 2008

Roberto Saviano e il coraggio

Che cos'é il coraggio? E' il non aver paura o il saper affrontare la propria con dignità senza lasciarsi sopraffare dalla stessa?

 Saviano è il coraggio fattosi persona. Paga quotidianamente la libertà di parola con la schiavitù della scorta...una contraddizione in termini e non solo.

Un esempio...mi tolgo il cappello m'inchino pure dinnanzi a questo grande uomo.

Roberto_Saviano

"Ognuno di voi lettori fa paura. Oggi sono 695 giorni che vivo sotto scorta. 11.120 ore. Non prendo treni, non salgo in macchina. Ho il sogno di una casa. Ma a Napoli l'ho cercata in via Luca Giordano, via Solimena, via Cimarosa. Niente. A Posillipo hanno chiesto un appartamento per me i carabinieri. Avevano risposto sì. Quando hanno visto che ero io, hanno detto: l'abbiamo affittata un'ora fa".

       -Parole di Roberto Saviano pronunciate durante il festival della letteratura di mantova appena giunto al termine-


postato da: PerUnSogno alle ore 21:33 | link | commenti (2)
categorie: libertà, roberto saviano
giovedì, 03 luglio 2008

Ingrid Libera!

Finalmente ieri sera è arrivata la notizia che aspettavo con apprensione da sei interminabili anni:
 Ingrid Betancourt è libera!  ....e questa volta la notizia è certa.
 
          Un bliz dei militari colombiani ha liberato Ingrid e altri 14 ostaggi.
Era stata rapita dai guerriglieri delle Farc il 24 febbraio 2002 insieme alla addetta stampa del suo partito Oxigen, liberata a sua volta a gennaio di quest'anno.
 
Ho visto la conferenza stampa a cui a partecipato poco dopo la liberazione e appare radiosa e in buona salute.
 
Per lei si sono conclusi sei anni di prigionia e il mondo intero ha tirato un sospiro di sollievo.
 
Soltanto per la determinazione e il coraggio dimostrato merita oltre alla presidenza della Colombia il Nobel per la Pace...glie lo dobbiamo!
La sua incorruttibilità è un esempio per tutti.

postato da: PerUnSogno alle ore 04:07 | link | commenti (1)
categorie: libertà, colombia, ingrid betancourt