Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.
Las Maras sono bande criminali organizzate di ragazzi con una forte propensione ad uccidere soprattutto donne. Si stima che i membri di queste pandillas siano addirittura 100.000 localizzati soprattutto in Guatemala, in Honduras e nel Salvador.
Le strade sono il loro regno e ne sono i padroni assoluti: si fanno la guerra fra bande diverse a colpi di coltelli e pistole, violentano e uccidono donne di qualsiasi età, derubano, si dedicano al narcotraffico e fanno uso di qualsiasi tipo di stupefacente gli capiti a tiro compresa la colla da calzolaio e il carburante per aerei (non chiedetemi come facciano a reperirlo).
Ogni Mara ha un proprio rito d’iniziazione come per esempio subire un pestaggio violento per non so’ quanto tempo oppure assasinare una persona.
Sono il terrore e di questo si inorgogliscono, quasi fosse un vanto.
Tutti sono tatuati dalla testa ai piedi e non disdegnano di farsi scrivere sottopelle il nome delle loro vittime.
Ogni giorno il Guatemala paga il suo tributo di dolore in sangue.
Sono stata quattro anni fa in questo paese del latinoamerica come volontaria e ho capito sulla mia pelle cosa voglia dire vivere nella paura de
Bryan, il mio bimbo adottato a distanza vive là con la mamma e le sorelline, ho amici e amiche guatemaltechi che ogni giorno convivono sotto scacco della paura, ci sono i bambini di Suor Marcella nel centro Manos Amigas sorvegliati 24 ore al giorno dalle guardie giurate per evitare che li rapiscano per avviarli alla prostituzione, per il traffico d’organi o per ucciderli come prova di forza di fronte alle loro ragazze madri…e tante altre persone vivono questa situazione, o meglio provano a sopravvivere.
Fino a che punto si possono spingere la violenza e l’orrore?
Negli ultimi cinque anni in Guatemala si sono compiuti 27.500 omicidi…un aberrante primato se si pensa che oltretutto l’impunità è quasi totale.
Benvenuti all’inferno.
