Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.

Nella città messicana di Juarez scompaiono donne e di loro non si sa più niente a meno che i suoi rapitori decidano di farne ricomparire i corpi senza vita e con evidenti segni di torture brutali, violenze di gruppo e mutilati o bruciati in alcune parti
La disperazione e la paura delle famiglie che in questo luogo vivono è inconsolabile. Ogni qual volta esce di casa una figlia o una moglie c’è sempre il terrore che non faccia ritorno.
Alla brutalità della situazione che ormai si perpetra da anni si aggiunge l’indifferenza totale da parte delle autorità.
Al giorno d’oggi nessuno è stato condannato per aver commesso questi femminicidi e a parte i parenti stretti non c’è alcuno che cerchi le donne scomparse.
I primi assassini di questo tipo risalgono al 1993 e non solo proseguono quotidianamente ma dal 2001 questa pratica barbara si è estesa anche alla città di Chihuahua.
Scrivete al governo Messicano affinché intervengano, all’ambasciata o a qualsiasi altra autorià competente.
Non possiamo esser complici con il nostro silenzio. Il silenzio uccide.
La vista di tutte quelle croci rosa alla frontiera messicana è insostenibile

Potete trovare una petizione da firmare redatta dall’associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa A.C. in internet al seguente link:
www.mujeresdejuarez.org/NiUnaMas/petition.html
