Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.
Metre il governo cileno si prepara ale elezioni presidenziali di fine anno aumentano e tensioni nella regione dell'Arucania.
Gli abitanti originali di questa parte del Cile, cioé i Mapuche, non ce la fanno più a vedersi sottrarre pezzo per pezzo le loro terre per esser svendute alle multinazionali del legname. La cessione è iniziata negli anni ottanta e ancora va avanti. Da allora i Mapuche hanno sempre cercato di rivendiacare i loro diritti sui propri territori protestando in ogni modo possibile.
Pochi giorni fa, dopo l'arresto dei due leader dei gruppi più estremisti dei mapuche un polizziotto durante gli scontri ha ucciso Collio, un giovane indios di 24 anni.
Poco a poco gli scontri stanno divenendo sempre più duri. La presidente Bachelet sostiene che "in Cile non ci sono prigionieri politici mapuche: nel nostro paese nessuno viene arrestato per la sua ideologia o per l'etnia di origine, si va in carcere quando si commette un delitto". Ma che delitto hanno commesso coloro che rivendicano solo il diritto ad abitare sulla terrra dove vivono da secoli?

In tre porti del Brasile sono stati rinvenuti la bellezza di 64 container contenenti più di 1400 tonnellate di rifiuti tossici provenienti dall'Inghilterra.
Si va da materiale ospedaliero potenzialmente infettivo come siringhe, sacche di sangue e altro fino a batterie di auto.
La polizia brasiliana ha iniziato a indagare sulla spinosa faccenda mentre le autorità temono che il Brasile diventi la nuova pattumiera del mondo memore di ciò che è già successo del bel continente africano.
notizia ripresa da Peacereporter
Ieri ha avuto inizio l'ennesimo G8.
Ancora un vertice mondiale dove i residenti dei paesi più potenti in senso strettamente economico si radunano per banchettare alle spalle di chi in Africa muore di fame.... e fra gli argomenti cardine da mettere all'ordine del giorno c'è anche quello riguardante la situazione Africana. Sembra una barzelletta di pessimo gusto: parlar di problemi di povertà dinnanzi ad ogni ben di Dio.
Si stringono le mani l'un l'altro, si fanno i complimenti a vicenda e si fanno scattare foto a volontà ma fra gli accordi che raggiungeranno a fine G8 dubito ce ne saranno di veramente validi.
In compenso dalle tasche dei cittadini fluisce fuori un sacco di denaro affinché si possano organizzare eventi simili: sicurezza, alloggi degli interi staff, spostamenti e pranzi tutto a spese nostre.
Perché si è scelto proprio la provincia dell'Aquila? Per un incentivo alla ricostruzione? Per spostare l'attenzione dei media internazionali su quanto è accaduto? No, non credo proprio. Il G8 si sta svolgendo lì perché la persone intenzionate a protestare avranno maggior disagi per farlo. Inoltre, fatto di notevole importanza, chi se la sente di urlare il proprio dissenso dove ancora la terra è inzuppata di sangue?
Manuel Zelaya, il presidente dell'Honduras, Manuel Zelaya, ha destituito oggi il capo dello Stato Maggiore delle forze armate, il generale Romeo Vàsquez, e il ministro della Difesa, Angel Edmundo Orellana.
Entrambi si erano rifiutati di collaborare per la messa a punto di un referendum su un'assemblea costituente.
Il referendum chiederebbe ai cittadini di approvare o meno la proposta secondo la cuale in occasione delle prossime elezioni presidenziali, il 29 novembre, si voti anche per l'istituzione di un'assemblea che riformi la Costituzione dell'Honduras per quanto riguarda i mandati presidenziali.
L'opposizione dichiara che dietro questa riforma ci sarebbe l'intento di Zelaya di rimanere in carica oltre al 2010 mentre lo scorso martedì il parlamento ha approvato una legge che impedisce referendum 180 giorni prima o dopo le elezioni generali.
La tensione nel paese è tanta e si teme un imminente colpo di stato.

L'edizione domenicale del giornale "News of the World" ha pubblicato un'inchiesta su dove e come vengono fabbricate le magliette indossate in campo dai giocatori milionari della nazionale inglese.
La Umbro si serve della fabbrica Pt Tuntex situata a Tangerang distante due ore d'auto da Giakarta.
Le lavoratrici vivono e lavorano in condizioni disperatissime: duemila ragazze chine sui capi da confezionare per dodici ore al giorno con un salario, sempre se così si può definire, di due euro a giornata.
La fabbrica è circondata da guardie armate e filo spinato. Sorveglianti controllano che nessuno chiacchieri o utilizzi il cellulare per paura che si scattino foto da mostrare all'esterno. Chi viene trovata sul fatto ha garantito solo il licenziamento in tronco.
...e pensare che queste magliette sul mercato internazionale si acquistano a 49 streline l'una.
