Nessuno ci insegna a vivere ma dagli errori impariamo da soli ad andare avanti. La giustizia sia il nostro faro e l'amore in ogni sua espressione sia il nostro motore.
Come può esser ch’io non sia più mio?
O Dio, o Dio, o Dio,
chi m’ha tolto a me stesso,
c’a me fusse più presso
o più di me potessi che poss’io?
O Dio, o Dio, o Dio,
come mi passa el core
chi non par che mi tocchi?
Che cosa è questo, Amore,
c’al core entra per gli occhi,
per poco spazio dentro par che cresca
E s’avvien che trabocchi ?
_Michelangelo_
Non posso altra figura immaginarmi
o di nud’ombra o di terrestre spoglia,
col più alto pensier, tal che mie voglia
contra la tuo beltà di quella s’armi.
Ché da te mosso, tanto scender parmi,
c’Amor d’ogni valor mi priva e spoglia,
ond’a pensar di minuir mie doglia,
duplicando, la morte viene a darmi.
Però non val che più sproni mie fuga,
doppiando ’l corso alla beltà nemica,
ché ’l men dal più veloce non si scosta.
Amor con le sue man gli occhi m’asciuga,
promettendomi cara ogni fatica;
ché vile esser non può chi tanto costa.
-dalle Rime di Michelangelo Buonarroti-

La musa della scultura piange la Morte di Michelangelo seduta ai piedi del suo sarcofago. Chiesa di Santa Croce, Firenze
“Dialoghi”
Ho posato l'orecchio sopra il cuore
della terra.
Parlava d'amore, del suo amore
per la pioggia,
la terra.
Ho posato l’orecchio sul liquido del cuore
dell’acqua.
Il mio amore, l’amor mio
è la sorgente, cantava
l’acqua.
L’ho posato sul cuore
dell’albero.
Della sua folta chioma,
- l’amore suo- diceva,
l’albero.
Ma quando accostai l’orecchio all’amore stesso,
che non ha nome,
era di libertà che parlava,
l’amore.
Sherko Beaks, poeta curdo


"Ande lo que andes"
-Amaury Perez-
Si quieres sentir la pena
Vete, súbete a la loma
La pena es un ave rara
Que al ojo pobre se asoma
La pena de veinte siglos
Que a quién clavó su corona
Para poner velo oscuro
Donde hace nido la aurora
La pena que más que pena
Es rabia cruda indigente
La pena que más que pena
Es viejo canto de muerte
Andes lo que andes
Ándate por los Andes
Si quieres sentir el odio
Que alza dolido su cola
Súbete a los altos montes
Donde el frío hace maromas
Un odio de perro viejo
Que no vence al fin el hueso
El odio a la lluvia herida
Que pudre un poncho en los cerros
El odio que más que odio
Es animal bien despierto
El odio que más que odio
Es inmenso desconsuelo
Si quieres ver la miseria
De polvo sucio empapada
Miseria de sol y cielo
Miseria de todo y nada
Recorre la cordillera
Ponle canción en las alas
Que el monte entero agoniza
Pues sufre herida de lanza
Miseria que no es miseria
Sino pasión enjaulada
Miseria que no es miseria
Sino una pronta batalla
Caminante...


"Qua si fa elmi di calici e spade
e ’l sangue di Cristo si vend’a giumelle,
e croce e spine son lance e rotelle,
e pur da Cristo pazïenzia cade.
Ma non ci arrivi più ’n queste contrade,
ché n’andre’ ’l sangue suo ’nsin alle stelle,
poscia c’a Roma gli vendon la pelle,
e ècci d’ogni ben chiuso le strade.
S’i’ ebbi ma’ voglia a perder tesauro,
per ciò che qua opra da me è partita,
può quel nel manto che Medusa in Mauro;
ma se alto in cielo è povertà gradita,
qual fia di nostro stato il gran restauro,s'un altro segno ammorza l'altra vita?"
Michelangelo Buonarroti
Il caro petrolio sta ulteriormente danneggiando anche la fragile economia argentina.
Un paio di giorni fa mi hanno scritto amici da là dicendomi che il susseguirsi degli scioperi dei contadini e degli autotrasportatori perpetrati per giorni interi hanno ostacolato la regolare fornitura di latte e altri prodotti di prima necessità nei supermercati
L’inflazione continua la sua galoppata verso le stelle mentre le persone comuni a forza di stringere la cinghia quasi non hanno più fiato in gola.
Brutta situazione che non sembra avere all’orizzonte prossimi rasserenamenti.
“De pie el recuerdo caìdo en el camino”
“ De pie el recuerdo caìdo en el camino,
Cansado de seguirme sin historia,
Olvidado en un àrbol del camino.
Iré tan lejos que el recuerdo muera
Destrozado en las piedras del camino,
Seguiré siendo el mismo peregrino
De pena adentro y sonrisa afuera.
Esa mirada circular y fuerte
Es un màgico pase de muleta
Esquivò en mi ansia toda meta
convirtiéndome en vector de la tangente.
Y no quise mirar para no verte,
Sonrosado torero de mi dicha,
Invitarme con gesto displicente.”
Ernesto “Che” Guevara de

I bambini del mondo sono i miei bambini.
"Chi accoglierà uno di questi piccoli accoglierà me"...sante parole del Vangelo che sono diventate lo slogan della mia piccola vita.

I miei bimbi cubani

I miei bimbi guatemaltechi

I miei bimbi Saharawi

I miei bimbi argentini